Un programma di realtà virtuale, simulando il pizzo praticato dalla Mafia a Palermo, ha permesso di identificare efficaci strategie per contrastare questa terribile pratica.
Un programma di realtà virtuale, simulando il pizzo praticato dalla Mafia a Palermo, ha permesso di identificare efficaci strategie per contrastare questa terribile pratica.
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Un programma di realtà virtuale, simulando il pizzo praticato dalla Mafia a Palermo, ha permesso di identificare efficaci strategie per contrastare questa terribile pratica

La rivista anglosassone Complexity ha pubblicato recentemente i risultati riscontrati dalla simulazione, in realtà virtuale, organizzata grazie al progetto dell’Unione Europea Gloders. L’Italia è stata degnamente rappresentata, in questa ricerca scientifica, dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione afferente al Consiglio nazionale delle ricerche.

Il progetto Gloders

Gloders ha creato un modello di realtà virtuale che consente di studiare e analizzare in ogni sua fase le diverse dinamiche del racket a livello europeo. Per il Bel Paese è stato scelto come fenomeno criminale da analizzare il pizzo mafioso di Palermo. Il progetto Gloders è stato coordinato dall’Università inglese del Surrey.

Questo particolare programma è molto interessante e innovativo non solo perché permette di comprendere il mondo criminale, scoprendo in questo modo i mezzi per poterli contrastare efficacemente, ma potrà essere utilizzato anche per combattere il terrorismo internazionale.

La simulazione delle diverse fasi del pizzo

Il programma simula le diverse fasi del pizzo. Si parte dunque dalla richiesta di una percentuale più o meno elevata dell’incasso dell’esercente di iniziative imprenditoriali e commerciali in cambio della protezione per giungere poi prima alla raccolta delle diverse estorsioni ottenute per poi giungere alle inevitabili conseguenze in caso di mancato pagamento del pizzo.

I protagonisti della simulazione anti Mafia

I protagonisti di questa simulazione sono le forze dell’ordine, le associazioni non governative anti pizzo, i commercianti e gli imprenditori che subiscono il pizzo e i mafiosi.

Le varie dinamiche della realtà virtuale

Dopo aver organizzato i diversi protagonisti, si è passato alla vera e propria simulazione che ha ottenuto dei risultati veramente molto particolari. Infatti andando a confrontare i risultati ottenuti dalle simulazioni con le informazioni raccolte sul campo fin dagli anni ’80 a Palermo, si evince che vi è una certa corrispondenza tra la realtà effettiva e la simulazione.

Le possibili soluzioni

Le ricerche hanno portato a due diverse possibili soluzioni al problema del pizzo. Una che parte dalle azioni del cittadino e un’altra che ha come perno di azione lo Stato.

Nella prima ipotesi bisogna partire da una campagna di sensibilizzazione che apra gli occhi al cittadino medio, in modo che denunci le estorsioni subite e faccia fronte comune contro la Mafia. Ovviamente lo Stato, in questo caso, deve appoggiare le azioni intraprese dal cittadino.

In questo caso deve essere lo Stato a rispondere alla minaccia mafiosa tramite l’inasprimento delle sentenze nei confronti dei mafiosi e dei loro fiancheggiatori e un aumento dei controlli da parte della Polizia. Il cittadino deve però appoggiare concretamente lo Stato e le sue istituzioni in modo da non permettere “vie di fuga” alla Mafia.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.