Esempio di drono telecomandato
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Dipendenti della società di Mountain View mettono alle spalle al muro il gigante informatico Google per quanto riguarda le ricerche in campo militare.

Alcune settimane fa un gruppo di dipendenti di Google, azienda statunitense leader nel campo dei servizi on-line, ha inviato un accorato appello ai vertici dell’azienda per metterli a conoscenza della loro titubanza a lavorare ai progetti militari che Mountain View ha ottenuto dal Pentagono. Le loro preoccupazioni sono state a tal punto forti da spingere, addirittura, una parte di loro a rassegnare le dimissioni. Questa situazione ha spinto Google a “promettere” di approntare quanto prima un codice etico per quanto riguarda le sue ricerche sull’I. A. (Intelligenza Artificiale) da utilizzare in ambito militare. Se ciò dovesse essere confermato, Google porrebbe da sé un bando, esclusivamente per quanto riguarda il settore militare, alle ricerche sull’Intelligenza Artificiale.

Qual’ è il casus belli che ha investito Google?

Il Ministero della Difesa degli Stati Uniti d’America, la cui sede principale è il Pentagono, ha sottoscritto, già da tempo, lucrosi contratti con diverse aziende locali per ricerche nel campo delle nuove tecnologie belliche, tra le quali troviamo appunto  l’Intelligenza Artificiale. La situazione di Google, è diversa da quella di altre società informatiche, perché fino ad ora non si era mai occupata (almeno non pubblicamente) di ricerche in ambito militare. Nel caso specifico dovrebbe occuparsi di monitoraggio delle riprese di sorveglianza da parte di speciali droni spia.

Il futuro è alle porte …

L’I. A., in tutti gli ambiti a cui può essere applicata, è ormai diventata la classica “gallina dalle uova d’oro” per le aziende della Silicon Valley. L’utilizzo di questa moderna tecnologia ha posto seri interrogativi etici. L’Intelligenza Artificiale potrà un giorno essere un pericolo per l’Umanità? Quanta iniziativa lasciare alla “macchina”? Il suo utilizzo dovrebbe essere limitato oppure no? Quali dovrebbero essere i suoi limiti in ambito militare?

L’immagine è tutto per una società come la nostra, e un marchio che ha come motto “don’t be evil” (in italiano “non essere cattivo”) non può permettersi il lusso di perdere la sua credibilità associandosi troppo alle Forze Armate e al Pentagono.

A tutte le domande che sono state poste prima non spetta a noi dare una risposta. L’unica cosa che possiamo dirvi è che anche altri hanno provato a dare delle risposte a questi quesiti in tempi non sospetti. Come ad esempio potrete vedere qui: https://www.psbprivacyesicurezza.it/il-pericolo-dellintelligenza-artificiale-nella-fantascienza/?preview_id=2708&preview_nonce=79d1b926ae&post_format=standard&_thumbnail_id=2709&preview=true

Alessandro Maria Raffone

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.