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Si sente parlare sempre più spesso di intelligenza artificiale, ma da dove nasce e con quali caratteristiche? È importante considerare che non esiste alcuna intelligenza artificiale generata dal nulla. Dietro c’è sempre la volontà dell’uomo.

All’MIT Media Lab si sono chiesti cosa possa influenzare comportamento e peculiarità di un’intelligenza artificiale. Attraverso il loro nuovo esperimento “Norman” è stato dimostrato come non esistono algoritmi scorretti, questi eseguono semplicemente degli ordini imposti dai suoi creatori.

Ogni intelligenza artificiale rappresenta un output di un’ingente quantità di dati immessi e elaborati da un computer. Sono tali dati a determinare i comportamenti e le scelte realizzate dagli algoritmi che basano sulle loro conoscenze passate le nuove esperienze.

La creazione di Norman ha seguito alcuni passaggi fondamentali, primo fra tutti l’educazione dell’intelligenza artificiale. Questa non è però avvenuta normalmente, bensì recuperando da Reddit, un famoso social network, alcune immagini di persone morenti. Dopo aver nutrito l’algoritmo di visioni raccapriccianti, era ovvio che esso non avrebbe potuto far altro che riconoscere sofferenza in ciò che vedeva.

Per avere la certezza che l’intelligenza artificiale fosse effettivamente psicopatica e non rispettasse i canoni di normalità del viver civile, essa è stata sottoposta al test di Rorschach. Sicuramente questo test è tra i più conosciuti in psicologia, anche dai profani.

In cosa consiste questo test?

In sostanza, dopo aver visto delle ombre non oggettivamente interpretabili, il soggetto dello studio dovrà fornire la propria personale visione dell’oggetto rappresentato dalla macchia scura. Il test è stato ripetuto utilizzando le stesse ombre con due intelligenze artificiali allenate diversamente.

Mettendo a confronto le due A.I. Norman aveva fondato le sue conoscenze sulle persone morenti, l’intelligenza artificiale rivale, invece, era stata istruita con immagini comuni di animali, luoghi, persone. Non avendo mai visto tali soggetti in quadri pacifici, Norman di conseguenza non avrebbe potuto riconoscerli nemmeno nel test di Rorschach.

Il test si è concluso con interpretazioni singolari delle macchie che andavano da “un uomo ucciso da una mitragliatrice” fino a “un uomo colpito da una scarica elettrica”. Molto più comuni, invece, le visioni dell’intelligenza artificiale “standard”, fatte di vasi di fiori, guantoni da baseball e uccellini su un ramo.

Il risultato è indubbiamente interessantissimo perché ha permesso di capire quanto sia importante una corretta programmazione di un software così sofisticato per ottenere risultati soddisfacenti. Nessuno di noi vorrebbe trovarsi negli irrealistici quadri di un futuro espresso da Terminator.

La considerazione finale che possiamo trarre da questo esperimento dovrebbe fare da monito a ognuno di noi. Un soggetto manipolabile, un’intelligenza artificiale in formazione così come un bambino, basa le sue conoscenze su ciò che gli viene mostrato.

L’esempio, spesso, è il modo migliore per educare qualcuno al viver civile. È impossibile aspettarsi che una persona cresciuta tra scenari di violenza e ingiustizia possa difendere ideali di carità e bontà. Non è impossibile, invece, che esseri umani, o macchine che siano, cresciuti nell’amore imparino ad agire coscienziosamente.