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La Santa è nota, in una misura che oscura completamente altri aspetti della sua vita, per le straordinarie manifestazioni, fenomeni fisici del misticismo, di cui ebbe esperienza, cioè rapimenti estatici in cui riviveva la passione di Cristo, stigmate, episodi di bilocazione e il segno delle “nozze mistiche” (un anello al dito donatole da Cristo).

Nata da una nobile famiglia di Firenze, fu battezzata col nome di Alessandrina. All’età di tredici anni scelse la vita religiosa facendosi suora domenicana nel convento di San Vincenzo di Prato, di cui era direttore lo zio, Timoteo de’ Ricci.

I due anni successivi furono contrassegnati da una successione di malattie complicate che nessuno riuscì a curare. La Santa sopportò i patimenti con grande pazienza, “offrendoli” attraverso una continua meditazione della passione di Cristo.

Progredita rapidamente nella vita religiosa divenne successivamente maestra delle novizie e vicaria della priora, c infine eletta priora a vita all’età di trent’anni.

Dal febbraio 1542, cioè da quando aveva vent’anni, la Santa iniziò a essere soggetta a una serie di rapimenti estatici che si verificarono ogni settimana per dodici anni, prolungandosi dal mezzogiorno del giovedì fino alle quattro del venerdì pomeriggio.

Caterina si riprendeva il venerdì mattina in modo sufficiente per ricevere la comunione con profonda devozione, e il suo corpo assumeva le posizioni che scandivano le diverse fasi della passione di Cristo: rimaneva in piedi presso la colonna, piegava il capo per ricevere la corona di spine, e così via.

La notizia di queste manifestazioni attirò folle di devoti, o almeno di curiosi; la Santa giunse a implorare tutte le sue suore perché chiedessero a Dio che questi episodi cessassero: la supplica fu esaudita.

Il fenomeno della bilocazione pare attestato addirittura da San Filippo Neri, che non era facile alla credulità. La Santa, che aveva avuto contatti epistolari con San Filippo, gli apparve a Roma senza aver mai lasciato il convento.

Cinque testimoni oculari lo hanno confermato sotto giuramento, anche se forse San Filippo non lo fece o non ne fu richiesto. Quanto alle altre manifestazioni, come i segni fisici sul corpo della Santa, le testimonianze sono più confuse.

Coloro che deposero all’introduzione della causa di Caterina, avviata non prima di venticinque anni dalla morte, hanno ricordato le stigmate in forme molto diverse.

La testimonianza più convincente fu quella offerta da suor Maria Maddalena, che lasciò un testo manoscritto: ella, mossa da prudenza, spiegò a Caterina che la fama che stava circondando il convento non era positiva e la invitò a cercar vari modi per cancellare i segni, ma tutto fu inutile; Caterina si scusò per i problemi che stava causando, ma disse che non poteva fare niente per impedire queste manifestazioni.

Bisogna dire che Caterina non fece nulla consapevolmente per incoraggiare i fenomeni che le accadevano, piuttosto è vero il contrario, e che essi e la fama che ne derivava non le impedirono di essere una buona amministratrice e di essere estremamente assidua e molto felice nella cura dei malati.

La Santa infatti condusse una vita straordinariamente attiva, consigliando diversi Vescovi e Cardinali, non meno di tre futuri Papi, nonché numerosi superiori generali di ordini religiosi. La sua spiritualità è stata descritta come “quella del Savonarola, addolcita però dall’ottimismo e dall’amorevolezza che contraddistinguevano la Santa”

Santa Caterina morì dopo una lunga malattia il 2 febbraio 1590 e fu canonizzata nel 1747, non per i racconti riguardanti le sue esperienze mistiche ma per le sue virtù.

 

 

A Napoli si dice: “Appaùrate ‘e ll’acqua cheta, s’appantana e feta”.
Preoccupati dell’acqua ferma, perché dopo un po’ emana cattivo odore (Le persone silenziose, apparentemente innocue, se pungolate possono diventare molto pericolose e aggressive).

 

 

 

Riflessione del giorno:

La felicità è conoscere e meravigliarsi.
(Jacques Cousteau).

 

Casimiro Todicchio