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Oggi, più che mai, una assoluta necessità di ascolto

La politica ormai non ascolta più e noi sentiamo, forte e chiaro, questa mancanza; vorremmo, anche alla luce della reale situazione, fosse ascoltato il richiamo all’impegno ed alla partecipazione.

Lo diciamo in maniera netta e assoluta, sarebbe utile e doveroso impegnarsi sulla base di tale linea guida. E’ necessario essere attenti al rispetto delle urgenze del territorio. Imperativo assoluto, dal quale nessuno può essere esonerato nel difficile compito cui si è chiamati, per affrontare al meglio il contesto che attende un Paese in evidenti difficolta; sociali, economiche e di coesione.

Le idee e i contributi di una nuova  dirigente dovrebbero essere di traino, per un programma fatto con la gente  e per la gente; una classe dirigente che vuole ascoltare e mettere in pratica le opinioni dei cittadini ai fini di migliorare sempre, e costantemente, le risorse per una politica rinnovata e di spessore, è l’auspicio del Popolo.

Il nostro percorso deve essere nel pieno e totale rispetto della chiarezza, dell’assoluta trasparenza. Apertura al confronto, all’arricchimento e all’approfondimento, ispirati ai canoni di una  democrazia partecipata, scevra da intolleranze e toni aspri.

Finalità imprescindibili

Obiettivo primario deve essere incrementare le potenzialità del sistema locale, con opportune e idonee iniziative che devono rendere le Comunità più vivibili e meno approssimative; una visione più consona ed appropriata, alle esigenze della popolazione, deve essere percepita come primaria esigenza.

Inutili contrasti, inspiegabili diatribe, incomprensibili controversie dialettali, non portano da nessuna parte.
I Cittadini hanno bisogno, assoluto e indiscutibile, di dirimenti soluzioni.

I Territori devono porre attenzione anche ai nostri anziani cercando, nel contesto del tessuto sociale, e con un auspicato coinvolgimento di sinergie private, di venire incontro alle necessità di persone in età meno privilegiata.

Per i giovani si può considerare un potenziamento di dotazioni informatiche e multimediali, ma appare di assoluta precedenza un’iniziativa mirata ad un coinvolgimento dell’educazione, del rispetto e del decoro, di luoghi persone ed Istituzioni.

Fasi da valorizzare

Oggi, le frontiere di internet rappresentano una formidabile arma vincente per le realtà medio piccole. Tramite la rete, i giovani si conoscono, si confrontano e possono anche unirsi in sinergie mirate, per il conseguimento di risultati atti all’ingresso del difficile mondo lavorativo. Consorzi, cooperative possono formare un valido mezzo per contrastare la crisi che ci attanaglia. Il turismo agricolo appare  una assoluta occasione da sfruttare.

Tali contesti non sembrano essere stati considerati con sufficiente attenzione.
Le nostre zone, come l’intero Paese Italia, dovrebbero puntare di più sulla propria identità, sugli autoctoni  prodotti agricoli. Mantenere alta la qualità, di tali stessi  prodotti, significa avere un sostentamento certo, anche per un eventuale piano di  riconversione dell’agricoltura e investire, quindi,  nelle coltivazioni ortofrutticole atte a soddisfare  le esigenze del sempre più crescente numero di cittadini che preferiscono la filiera corta.

Realizzare piccoli impianti di lavorazione e trasformazione dei raccolti, per la commercializzazione e la valorizzazione, non sembrerebbe un’utopia, per sviluppare risorse lavorative.

La tutela del nostro territorio, delle bellezze ambientali e artistiche, non sono trovate pubblicitarie. Sono assoluti vincoli. I Sindaci quando giurano davanti al Consiglio Comunale, giurano fedeltà alla Costituzione e giurano anche sull’articolo 9: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.

I Padri Costituenti, con tale articolo ci davano una linea da seguire. Tutelare l’Italia, la sua bellezza e i suoi prodotti. Sostenere le piccole aziende locali, in tutte le fasi economiche, significa salvaguardare e aumentare le possibilità di lavoro.

Risultati da perseguire

Oggi fare impresa, investire o produrre diventa sempre più difficile. La mancata crescita produttiva ed occupazionale si rileva, in un insieme di ritardi, assurdità normative e burocratiche, piccole o grandi che impediscono, a chi vuole investire e assumere, di attuare piani di ripartenza.

Straripante cultura del sospetto, accresciuta incertezza a causa di regole poco chiare, con le norme che cambiano di continuo, e a volte in corso d’opera; la mancanza della tutela del credito e l’irrigidimento (quando va bene) del sistema bancario, che – salvo occasioni su basi di connotazioni territoriali – non aiuta l’impresa, sono tutte situazioni da prendere seriamente in considerazione, per porvi rimedio.

E, per non farci mancare ulteriori criticità, raccolta differenziata da (ri)portare a regime, cantieri da ultimare e piano traffico da ristudiare, sono solo alcuni aspetti delle conseguenze che stiamo patendo a seguito dell’emergenza sanitaria.

Gli eventuali e carenti collegamenti con il capoluogo di provincia non possono essere oltremodo tollerati. E’ urgente una pianificazione ed una totale rivisitazione della rete dei trasporti pubblici. Titoli di viaggio introvabili e scarsità di informazioni in merito. “Basta un sms ad un determinato numero e si scala dal credito il prezzo del biglietto”, consigliano gli addetti (peraltro – nella maggioranza dei casi – assai tolleranti), ma nessuna altra soluzione sembra imminente.

Sono auspicabili, quanto prima, provvedimenti più adeguati al momento che, da quello che si percepisce, non passerà molto in fretta.

Lucia De Martino