4.0
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Le approfondite analisi di MISE-MET (Ministero dello sviluppo economico-monitoraggio economia territorio) e CDP (Cassa depositi e prestiti) mettono rispettivamente in risalto l’andamento del ricorso agli incentivi per l’industria 4.0 e la condizione del sistema produttivo italiano    

L’indagine MISE-MET

L’indagine MISE-MET è stata effettuata su un campione di 23.700 imprese. Da questa analisi emergono chiaramente alcuni punti fondamentali:

  • L’industria 4.0 e lo sviluppo delle tecnologie sono maggiori dove le dimensioni dell’azienda sono più vaste
  • Il 4.0 produce sviluppo e occupazione. Le aziende investono infatti maggiormente in un miglioramento della qualità (64%) e in misura minore su un aumento della produttività (46,3%)
  • Le aziende 4.0 hanno dimostrato maggiore dinamicità e capacità di adattamento, acquisendo in tempi record le attitudini necessarie per superare difficoltà legate a eventuali cambi di paradigma
  • In ultimo, per quanto riguarda gli incentivi prodigati dallo Stato per il piano industria 4.0, il 56% delle imprese dichiarano di aver usufruito di almeno una misura del sostegno pubblico, rispetto al 22% delle analoghe imprese impegnate in differenti tecnologie. Le risorse maggiormente utilizzate sono il super ammortamento e l’iper ammortamento, i fondi di garanzia, la Nuova Sabatini (agevolazione finanziaria concessa alle imprese) e il credito d’imposta per le spese in R&S.

L’indagine CDP

L’analisi della Cassa Depositi e Prestiti ha sottolineato quanto il passaggio delle imprese alle nuove tecnologie, le fabbriche virtuali, i nuovi macchinari intelligenti e tutti gli elementi riconducibili all’industria 4.0 potrebbe risolutamente incrementare la competitività delle aziende sul mercato.

CDP fa chiaramente emergere che manca in toto una cultura del 4.0: anche se molte aziende possiedono gli strumenti necessari al decisivo aggiornamento, questi sono utilizzati solo in singole fasi della produzione. Essi quindi non vengono integrati in una visione globale, d’insieme, perdendo gran parte del loro potenziale.

Una possibile soluzione sarebbe classificare l’industria 4.0 e lo sviluppo di fattori abilitanti per il passaggio a nuovi ideali tecnologici negli interventi di policy, come priorità per le prospettive di crescita dell’industria italiana.

 In conclusione il 4.0 va affermandosi come una realtà sempre più concrete e le aziende dovranno presto aggiornarsi se non vorranno rimanere indietro rischiando di essere escluse dalle dinamiche di mercato e di diventare obsolete.

Mariano Santillo