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La Juventus ha espugnato Cagliari. Kean ha realizzato il gol che ha chiuso la sfida, ha provocato la curva sarda ed è stato sommerso di fischi misti a inaccettabili buu razzisti

 La solita vergogna inaccettabile. Dopo gli ululati rivolti al difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly, in occasione di Inter-Napoli, ci risiamo. Da Milano a Cagliari, da San Siro alla Sardegna Arena.

Ennesima vittoria della Juve ieri nel capoluogo sardo. Ha sbloccato la contesa Bonucci, l’ha chiusa Moise Kean, giovane attaccante che bene ha figurato nelle ultime due uscite della Nazionale.

Ma il diciannovenne non ha esultato in maniera classica. Dopo aver depositato la palla in rete si è rivolto verso la curva sarda guardando i tifosi senza proferire parola. Esultanza provocatoria? Poteva correre dai compagni ed esultare con loro? Non sta a noi trarre giudizi, ognuno può esultare come meglio crede se rispetta le norme del vivere civile.

Non è accettabile la reazione di una parte dei tifosi isolani chehanno tempestato il diciannovenne di fischi e ululati razzisti. E se i fischi sono un mezzo legittimo per mostrare disappunto, i buu razzisti il contrario. Non occorrerebbe neanche specificarlo.

Bonucci ha bacchettato il compagno

Leonardo Bonucci, autore del primo gol bianconero,  ha bacchettato Kean: “La curva ha sbagliato, noi giocatori dobbiamo essere d’esempio e guardare avanti, le colpe sono al 50 e 50. Anche Moise ha sbagliato perchè si esulta con i compagni e non provocando”.

La rabbia di Matuidi

Blaise Matuidi, già oggetto di offese nella scorsa stagione dalla stessa tifoseria, immediatamente su instagram si è schierato dalla parte dell’attaccante con un post “#NoToRacism BIANCO+NERI” sotto al quale anche il difensore del Napoli, Koulibaly, ha espresso la sua vicinanza al giovane Moise.”

Giulini non ha sentito gli ululati

Di altro avviso il presidente del Cagliari, Giulini: “Non ho sentito niente di strano, solo fischi da parte dalla curva. Nessun ululato e qualora ci fossero stati naturalmente sarebbero da condannare, ma non li ho avvertiti. La curva ha espresso il proprio disappunto esclusivamente con dei fischi, avrebbero fischiato chiunque, anche Bernardeschi. Questo per far capire che il colore della pelle non c’entra niente”.

Un’altra pagina negativa. Un altro episodio da dimenticare. Anzi, come ha detto a Sky l’opinionista Lele Adani: “Un’altra figura di m…. quei tifosi nella curva del Cagliari non dovrebbero mai più mettere piede allo stadio”.

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Davide Ferrante, nato a Napoli in un freddo novembre 1988, nel 2011 si è laureato in Scienze della Comunicazione al "Suor Orsola Benincasa". Nello stesso anno è diventato pubblicista formandosi come giornalista sportivo. Nel 2012 ha lavorato come redattore e intervistatore occupandosi di sport, attualità e politica a "Radio Club 91". Nel 2013 ha sperimentato le forme del linguaggio televisivo collaborando con l'emittente campana "Julie Tv". Poi ha deciso di acquistare una telecamera professionale e diventare operatore video coronando il suo percorso professionale di videomaker con la qualifica professionale di "Tecnico della ripresa e del montaggio di immagini" rilasciato, nel 2016, dalla Regione Campania. Infine, nel 2018, ha partecipato al corso di regia, montaggio e sceneggiatura della scuola di cinema "Pigrecoemme" di Napoli. Tuttora lavora come videomaker free lance.