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Il piccolo borgo di Anzano di Puglia si trova in una terra di confine, in un crocevia di tradizioni tramandate di generazioni in generazioni

La storia

Situato ai confine tra la Puglia e la Campania, si adagia, parte sul versante dell’Appennino pugliese e parte su quello campano. Proprio per questa sua particolare posizione geografica ha fatto parte, sino al 1929, della Campania e solo nel 1931 ha cambiato la sua denominazione da Anzano degli irpini ad Anzano di Puglia. In antichità la sua posizione si incastonava nel nodo viario della via Erculea con la via Aurelia Haeclanensis, che si dirigeva a Herdonia, attuale ordona.

Si vuole, secondo alcuni studiosi, che questo fosse il luogo della famosa Taberna di Villa Trevici, citata da Orazio nel racconto del suo viaggio da Roma a brindisi. L’intero territorio è fiancheggiato dal Tratturo Reggio Pescasseroli-Candela. Nel 1841 si affaccia alla storia come parte del feudo che l’imperatore di Germania Lotario I donò a Farfa.

Nel 1131 è attestata l’esistenza della chiesa di Santa Maria di Anzano e nel 1343 fa parte della Baronia di Vico e di Flumeri. La sua decadenza e determinata essenzialmente dalla crisi della Baronia e dalla guerra tra aragonesi e angioini. Sul finire del XV secolo risulta Casale disabitato e accorpato a quello di Trevico. Diventa comune nel 1808.

Tratturo Pescasseroli-Candela

Un’area di grande interesse naturalistico, che offre scorci sul paesaggio e sulla memoria, nel silenzio dei campi che circondano Anzano. Da arteria economica e sociale del recente passato, il tratturo è oggi un percorso tra ricoveri per animali detti pagliai, storiche masserie in pietra, antichi abbeveratoi e biondissime coltivazioni. Una meta ideale per gli amanti del turismo sportivo-ambientale che qui possono divertirsi con il trekking a cavallo, in mountain bike o a piedi.

I monumenti

La Chiesa di Santa Maria di Anzano è un edificio dalla storia antichissima di cui, a causa dei terremoti, restano poche tracce. L’edificio attuale infatti fu ricostruito dopo il terremoto del 1930.
La Chiesetta di Mastralessio. Graziosa e suggestiva, la chiesa sorge nell’omonima frazione. Bellissimi i portali ereditati dalla più antica Chiesa di San Donato.