Il progresso tecnologico con deve inevitabilmente scontrarsi con il rispetto della natura e degli animali. Sta all’uomo scegliere se utilizzare la tecnologia per salvaguardare il pianeta o distruggerlo irrimediabilmente
adv

Il progresso tecnologico con deve inevitabilmente scontrarsi con il rispetto della natura e degli animali. Sta all’uomo scegliere se utilizzare la tecnologia per salvaguardare il pianeta o distruggerlo irrimediabilmente

Siamo vicinissimi alla sesta estinzione di massa, a causarla non sarà un meteorite o una glaciazione ma l’essere umano. Fino ad oggi, nonostante i continui moniti della scienza, l’uomo continua il suo percorso verso l’autodistruzione, portando con sé molte specie animali. È ancora possibile invertire il trend negativo e preservare le specie non ancora estinte grazie a moderni sistemi tecnologici.

Le IA per proteggere gli animali in via di estinzione

PAWS, Protection Assistant for Wildlife Security, è un sistema di Intelligenza Artificiale che attraverso sofisticati algoritmi riesce a determinare i livelli di rischio di bracconaggio in diverse aree di una riserva naturale e aiuta, in questo modo, i ranger a pattugliarle in modo più efficiente. Paws è integrato con uno  strumento di monitoraggio e reportistica spaziale, già utilizzato sia dalla Wildlife Conservation Society e dal World Wildlife Fund in migliaia di parchi e riserve per raccogliere dati sulle attività di bracconaggio. Grazie alle “analisi di SMART guarda al passato, PAWS fornisce previsioni su cosa fare in futuro”, spiega Milind Tambe uno dei ricercatori ce ha portato alla creazione di questa IA.

Le stampanti 3D possono salvare i rinoceronti

L’estinzione dei rinoceronti è dovuta quasi ed esclusivamente al bracconaggio. Questi poveri animali vengono trucidati e uccisi per i loro corni. Sul mercato nero i corni di rinoceronte sono molto richiesti soprattutto nei paesi orientali dove tradizionalmente gli vengono attribuite proprietà mediche. Per sconfiggere questo fenomeno una società biotecnologica di Seattle, la Pembient, grazie alle stampanti 3D produce corni dii rinoceronte sintetici. Utilizzando cheratina combinata al DNA di rinoceronte si riesce ad avere si creano “corni fatti in casa” senza uccidere nessun rinoceronte. I corni sintetici vengono venduti ad un prezzo nettamente inferiore rispetto a quelli provenienti dal bracconaggio con la speranza che quest’ultimi non trovino più mercato.

L’uso di Droni

In Kenya il governo ha autorizzato l’uso di droni per monitorare i 52 parchi nazionali. I droni vengono utilizzati sia per monitorare lo spostamento degli animali ed evitare così che  si dirigano verso zone abitate o molto trafficate sia per identificare e catturare i bracconieri.

L’inseminazione artificiale

Alcune specie animali sono sull’orlo dell’estinzione, come ad esempio rinoceronte bianco settentrionale, al mondo attualmente ne esistono solo due esemplari femmine che, purtroppo, fino a questo momento non sono state in grado di portare a termine la gravidanza. Gli scienziati per evitarne la definitiva estinzione hanno pensato di raccogliere ovuli dai due esemplari e di inseminarli con spermatozoi congelati di esemplari maschi e verranno poi impiantati in esemplari femmina di rinoceronte bianco meridionale (i parenti più vicini al pachiderma). I ricercatori stanno studiando altre tecniche riproduttive da applicare al mondo animale per evitare l’estinzione di altre specie.

Pinger il sonar che può salvare i cetacei

A mettere a rischio la fauna selvatica non ci sono solo i bracconieri anche la pesca contribuisce a questo massacro. Durante l’anno migliaia di cetacei restano impigliati nelle reti dei pescatori morendo, finendo in questo modo per impoverire la biodiversità dei nostri mari. Pinger può cambiare le sorti di questi animali. È un piccolo sonar che va attaccato alle reti, questi impulsi sonori permettono ai delfini e alle balene di captare le reti ed evitarle.

Biobanche e clonazione

L’ultimo sistema per poter preservare il patrimonio genetico degli animali è quello di creare delle biobanche che conservino i tessuti e il DNA di animali a rischio (e non solo). I geni così conservati potrebbero essere utilizzati per la clonazione, in particolare si potrebbero reinserire specie già estinte o addirittura modificare il DNA di quelle ancora in vita per renderle più adatte alle condizioni climatiche dettate dal riscaldamento globale.

Avatar
Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.