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Andiamo ad analizzare i pro e i contro di un inserimento di strumenti tecnologici nel sistema scolastico odierno

 

Sempre più spesso oggigiorno gli istituti formativi ricorrono all’uso di tecnologie moderne per favorire il processo didattico e pedagogico. Il progresso tecnologico, in fondo, ha cambiato completamente le nostre vite e diventa quasi impensabile escludere l’istituzione scolastica da questo percorso evolutivo. Il classico binomio insegnante alunno ha bisogno di un’evoluzione, nel metodo e nella forma. Ovviamente come per ogni innovazione, esistono pro e contro, sostenitori e detrattori; ma, prima di addentrarci in questioni filosofiche, analizziamo brevemente gli strumenti che il progresso ha da offrire al sistema scolastico odierno.

Gli strumenti dell’innovazione

LA LIM

La LIM (lavagna interattiva multimediale) è una tavola interattiva, uno schermo su cui è possibile riprodurre contenuti multimediali, video, immagini, visualizzare testi, disegnare e scrivere. Oltre ad accorciare infinitamente i tempi, essa dà la possibilità agli insegnanti di attingere in tempo reale ai files e ai materiali che il web ha da offrire. Il superamento della vecchia lavagna in ardesia andrebbe ad innescare anche un maggiore coinvolgimento degli alunni che si troverebbero dunque a confrontarsi con un oggetto a loro decisamente più familiare. Inoltre si andrebbe a promuovere un uso efficiente e produttivo di internet.

Il registro elettronico

Il registro elettronico prende il posto del vecchio registro cartaceo. La funzionalità di questo registro è evidente: oltre a ridurre sprechi di carta, permette di registrare tutte le pratiche burocratiche su di un computer, per la precisione, all’interno di un sito a cui solo al docente è consentito l’accesso. Voti, giustifiche, assenze, rendimento, il professore può avere tutto costantemente a portata di mano, semplificandosi enormemente la vita.

iPad e e-book

Dotare le scuole di simili risorse significherebbe dire addio ai quaderni e ai libri su carta, essendo gli e-book scaricabili direttamente sul proprio iPad. I ragazzi inoltre sarebbero a contatto con strumenti che potrebbero facilmente ritrovare in luoghi lavorativi. Verrebbe facilitata la condivisione e il controllo delle informazioni con la possibilità di creare in aggiunta un sito per ogni classe in modo da consultare in qualsiasi momento nozioni, dati, chiarimenti sulle lezioni, incrementando così notevolmente l’interattività. Gli alunni si sgraverebbero inoltre dei pesanti libri da portare sulle spalle.

Le aule laboratorio

Le aule diverrebbero veri e propri laboratori interattivi. Il vecchio concetto del maestro seduto dietro ad una cattedra, distante dai ragazzi, verrebbe sostituito da una figura familiare, partecipe, che parla lo stesso linguaggio degli alunni. Non si tratterebbe quindi di portare gli studenti in un’aula laboratorio dotata di computer, ma di sfruttare i devices moderni per trasformare tutte le aule in veri e propri laboratori. Si unirebbe cosi la teoria alla pratica, facendo incontrare gli alunni con strumenti che sono ormai una realtà affermata ed indirizzandoli ad un loro utilizzo corretto e funzionale.

 Le voci contrarie

Come promesso daremo adesso spazio anche ai pensieri contrastanti sull’integrazione della tecnologia nelle scuole. Chi resta ancorato al passato e al tradizionale metodo d’insegnamento presume che questi dispositivi moderni siano una mera fonte di distrazione per l’alunno che può tramite il web accedere facilmente alla sua sfera privata.  Si pensa inoltre che questi strumenti danneggino le capacità di memorizzare informazioni, ed è risaputo che il processo che porta una persona a scrivere su carta attiva determinate aree cerebrali fondamentali per lo sviluppo cognitivo. Scrivere una parola presuppone infatti la possibilità di sbagliare; l’impegno continuo nella scrittura ed il processo che porta ad evitare errori per ottenere un buon risultato. Questi sono sicuramente metodi più proficui a livello cerebrale che cliccare semplicemente il tasto di un computer o di un iPad. Detto ciò bisogna comunque fare i conti con i tempi e con una generazione completamente digitale. Sarebbe inoltre necessario un corso d’aggiornamento per i professori in modo che acquisiscano le competenze necessarie all’uso delle moderne tecnologie, oltre all’inevitabile copioso investimento che le istituzioni dovrebbero fare per attrezzare le scuole di tutti i devices.

Le voci a favore

Le tecnologie renderebbero facilmente reperibili le conoscenze e la possibilità di spaziare nel mondo del web guidati da un insegnante preparato, sarebbe impagabile. I tempi verrebbero ottimizzati e l’interattività e la condivisione delle informazioni, potenziati. L’uso dei moderni dispositivi in aula andrebbe a promuovere un rapporto corretto e produttivo tra gli studenti e gli strumenti che sono quotidianamente presenti nelle loro vite. Le questioni burocratiche e tutte le pratiche inserite in plichi nascosti ed ingombranti sarebbero a portata di mano con un click. Ne gioverebbe inoltre il rapporto pedagogico e sociale con gli alunni diversamente abili perché è possibile infatti cercare con i mezzi moderni, linguaggi che siano più funzionali all’apprendimento per queste persone facendoli sentire parte di un gruppo che impara e cammina insieme. In ultimo la natura ne guadagnerebbe in toto, in quanto l’uso della carta verrebbe pressoché azzerato.

In conclusione, se l’istituzione scolastica è parte integrante di una comunità sociale in continuo sviluppo, pare inverosimile relegare la scuola a mezzi e metodi arcaici, che niente hanno a che fare con il mondo al di fuori di quelle mura