Papa Francesco
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In occasione della visita di Papa Francesco nella città partenopea prevista per domani, ecco la lettera scritta dal Sindaco Luigi De Magistris

Papa Francesco a Napoli

Il 21 giugno il Pontefice parteciperà ad un convegno della Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, durante il quale sarà prevista la compartecipazione e la discussione di docenti e studiosi di altre religioni, come gli ebrei e i musulmani. A Papa Francesco spetterà l’arduo compito di proferir parola per quanto concerne i discorsi di apertura del Mediterraneo in favore dei migranti e dialogo con l’Islam.

La lettera di De Magistris

Anche il Sindaco di Napoli ha voluto onorare la visita del Papa nella città partenopea, scrivendo una lettera che ha deciso di condividere solo nella giornata di oggi.

Carissimo Santo Padre, carissimo Francesco,
è con gioia immensa che la città di Napoli sarà nuovamente onorata della Sua presenza nel nostro territorio. Personalmente, ho avuto il privilegio e il piacere di incontrarLa in più occasioni, ma non posso non citare, in particolare, la Sua stupenda visita ufficiale a Napoli nel 2015 ed a Betlemme, nel 2014, dove ero l’unico occidentale presente, in considerazione della mia cittadinanza onoraria palestinese e degli ottimi rapporti con il popolo della Terra Santa. La Sua presenza all’incontro organizzato presso la Pontificia facoltà teologica di Napoli è preziosa e lungimirante. La profondità dei temi da tempo trattati nella sede napoletana sono da me condivisi. Il contrasto alla corruzione, la prospettiva di un nuovo umanesimo fondato sulla fratellanza tra i popoli, da ultimo, in particolare, il Mediterraneo come mare di incontro tra popoli e culture differenti. Napoli, nella sua storia, è città che ha accolto tutte le culture, religioni diverse, tanti popoli. Siamo nel cuore del Mediterraneo. Di questi tempi in cui c’è chi pensa di sigillare il mare, di costruire mura, realizzare chilometri di filo spinato, noi pensiamo che il mare debba essere luogo di vita, in cui si possano incontrare i popoli per unirsi nelle loro diversità per salvare il pianeta, il nostro mare non può essere un cimitero. Il Mediterraneo non deve essere l’olocausto del terzo millennio.