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Ambiti di applicazione e diversificazione

Restare sul “pezzo” è, nel contesto corrente, un’impresa assai ardua; i cangianti tempi della divulgazione comunicativa pone, gli addetti ai lavori, davanti ad un bivio assai complicato.
Se da una parte necessita, inequivocabilmente, il dare la notizia, l’informare e mettere a disposizione dei lettori quanto acquisito, da conferenze stampa, interviste e interventi; dall’altra, altrettanto nettamente, il dubbio della durata, circa la coerenza di quanto divulgato, diventa insito e assolutamente legittimo.

Lo stato di emergenza, dichiarato fino al 31 luglio, potrebbe essere prorogato. Tuttavia, da ogni parte, si susseguono opinioni e considerazioni, con attinenze di reciproche convenienze, a seconda dei punti di vista.
Consentito, ma, di sicuro, incomprensibile ed indecifrabile per una Comunità, già oltremodo ed eccessivamente provata. Oltraggiata e indignata.

Se il prolungamento giova al primario interesse della salute dei cittadini, per adesso Il punto del dibattito appare sfuocato, assai opinabile e senza certezze.

La mutevolezza regna sovrana

Neppure il tempo per apprezzare – da un lato – l’opportunità di riaprire le scuole, nella nostra Regione, il 24 settembre prossimo, immediatamente a seguito della tornata elettorale; ovvero per criticarne – da altra visione dei fatti –  l’eccessivo slittamento, rispetto al calendario preannunciato, ed ecco l’appalesarsi di una retromarcia, in virtù della nomina di un Commissario demandato alla ripartenza.
Altrettanta volubilità traspare circa argomentazioni assai “urgenti”, per la sicurezza e le migliori previsioni del Paese.

La Signora Ministra dell’Interno – Prefetto Lamorgese – dichiara che il rischio di tensioni è concreto e, quindi, in autunno potrebbe esplodere la rabbia sociale.

Da questa testata, pertanto ed evidentemente, eravamo stati presaghi già in passato: https://www.psbprivacyesicurezza.it/tra-attese-senza-risposte-e-un-autunno-temuto/, https://www.psbprivacyesicurezza.it/non-ci-sono-tensioni-sociali-ma-grandi-fermenti/.

E, purtroppo, ancora altre previsioni in precedenza; basta confrontare.

Non siamo soddisfatti di tali percezioni, ma, evidentemente, da parti ben più qualificate e preparate, non si è avuta  una comprensione precisa, dello stato dell’arte.

La mancanza del necessario

Anche in questo caso potremmo rinviare ad articoli dello scorso aprile, tuttavia non ci sembra il momento di rinvangare il passato.
E’ giusto, però, sottolineare come determinate, precise, esigenze siano state ignorate.
Non è possibile “consumare”, il Paese è sommerso da una crisi dilagante; posti di lavoro mancanti, economia senza futuro, esercizi commerciali definitivamente chiusi, prospettive totalmente negative.
Determinate affermazioni, circa temuti accadimenti, sembrano voler preparare il terreno a giustificazioni cui, sentitamente auspichiamo, non si dovrà ricorrere.

Ogni atto di violenza è condannabile, su tale principio non si discute e non sono ammesse deroghe.
Però, senza nessuna pretesa di accampare scusanti, quando al Popolo manca finanche il minimo necessario, la situazione diventa indefinibile e imprevedibile.
I “nuovi poveri” aumentano e degli ultimi non si ha una stima precisa; rimpasto, emendamenti, nuovo corso, cure miracolose, fiducia tradita, inchieste sanitarie, diatribe su concessioni, convenienze elettorali, propaganda perenne, divulgazioni senza riscontri, burocrazia imperante, normative lumache, ipotesi nuovi DPCM, Sud al rilento per il sostegno alle imprese.

Davanti a tali, enormi, criticità, sarebbe necessario un dirimente, definitivo, cambio di sistema.

L’estate avanza, le problematiche si ingigantiscono e l’autunno arriverà.

Auguri a noi.