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Opporsi al furto della propria bicicletta diventa possibile grazie all’idea di Confidustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori): Il Ciclo Registro

Sembra quasi di uscire da “Ladri di biciclette” il noto film neorealista di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini

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Il mondo delle bikes in Italia

Ogni anno in Italia avvengono circa 320 mila furti di biciclette. Nella stragrande maggioranza dei casi i proprietari sono costretti a subire il danno senza possibilità di reagire, in quanto, anche sporgendo denuncia, è di norma estremamente complicato individuare una bici rubata.

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Confindustria Ancma sembra venire incontro alle esigenze dei ciclisti. Durante la 2 giorni del BiciAcademy  di Rimini, l’impresa ha proposto di realizzare un registro elettronico al fine di ridurre ferocemente il numero delle infrazioni: il Ciclo Registro.

Come funziona il Ciclo Registro

Esso consiste in un portale Web dove il titolare può registrare la sua 2 ruote tramite il numero di telaio, ottenendo così un certificato digitale di proprietà. Ciò permetterebbe alle forze dell’ordine di controllare le bici circolanti e di verificare l’appartenenza sul Ciclo Registro.

I ciclisti sarebbero inoltre più spronati a esprimere le proprie rimostranze alla pubblica sicurezza, in quanto all’aumento delle segnalazioni dovrebbe conseguire l’intensificazione dei controlli.

Combattere il mercato nero

Ancma promuove la notizia in parlamento nell’ambito della riforma del Codice Stradale. Scopo dell’associazione, oltre a contenere una piaga in espansione soprattutto nei grandi centri urbani, è quello invero di intervenire a gamba tesa sul mercato nero delle bikes; in questo “settore” circolano infatti migliaia di bici rubate.

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Il progetto apre le porte anche alle compagnie assicurative. Queste ,fino ad oggi, erano rimaste escluse dal mercato delle 2 ruote proprio per l’impossibilità di identificare il proprietario della bicicletta. La nuova proposta potrebbe indurre i più appassionati a stipulare polizze assicurative.

Certo non crediamo che questa sia la soluzione definitiva al problema dei furti delle biciclette, anche perché viene difficile immaginare le nostre forze dell’ordine impegnate assiduamente nell’ispezione delle bikes, con tutte le problematiche che ci sono da risolvere, ma sicuramente il Ciclo Registro si presenta come un primo passo verso una strada ancora lunga e impervia.