Gli hanno scoperto che una stella massiccia iperveloce è stata espulsa dal disco stellare dalla Via Lattea
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Gli astronomi, confrontando i dati forniti dal telescopio Magellano e quelli della missione Esa (Gaia), hanno scoperto che una stella massiccia iperveloce è stata espulsa dal disco stellare dalla Via Lattea

In un primo momento, si riteneva che Lamost-Hvs1 (scoperta nel 2014 è la stella iperveloce più vicina al nostro Sole), fosse fuori uscita dal centro della nostra galassia accelerata dal buco nero supermassiccio lì presente Sagittarius A*, ma i ricercatori dell’Università del Michigan, studiandone la traiettoria sono giunti ad una conclusione diversa. Secondo il team di esperti, il viaggio della stella è iniziato circa 33 milioni di anni fa dal disco stellare e precisamente dal braccio della Norma.

Cosa sono le stelle iperveloci?

L’esistenza delle stelle iperveloci o hypervelocity stars è stata teorizzata per la prima volta nel 1988 da J. Hills, tuttavia, solo nel 2005 gli scienziati sono stati in grado di confutarne l’esistenza. Una stella iperveloce viene chiamata anche stella esula, perché la sua velocità orbitale è superiore a quella di tutte le altre stelle ed più forte della stessa forza gravitazionale della galassia. Lamost-Hvs1, in particolare, si sposta ad una velocità di 500 km/s, ma ci sono stelle iperveloci che viaggiano anche oltre i 1000 km/s. Le stelle normali, invece, hanno una velocità media che va dai i 100 ai 200 Km/s.

 Cosa determina la velocità di queste stelle?

La teoria, fino ad oggi, più accreditata prevedeva che le stelle iperveloci si formassero all’interno del nucleo della galassia. Gli scienziati ritenevano che l’ipervelocità fosse determinata dal c.d. effetto fionda dovuto alla presenza di un buco nero super massiccio posto all’interno del nucleo galattico. In altre parole, l’incontro ravvicinato tra il suddetto buco nero ed un sistema di stelle binario genera una stella iperveloce. In pratica una delle due stelle viene catturata e l’altra viene espulsa ad alta velocità. Questo è il risultato emerso dai modelli computerizzati, ma ciò che hanno scoperto i ricercatori dell’Università del Michigan non combacia con tale teoria.

Grazie ai dati forniti dalla missione dell’Esa (Gaia) e da uno dei telescopi Magellano, il team di ricerca ha ricostruito la traiettoria della stella Lamost-Hvs1 ed il percorso compiuto ed è chiaro che la stella non proviene dal nucleo galattico ma dal disco stellare, ad affermarlo è stato Kohei Hattori, ricercatore dell’Università del Michigan e primo autore dell’articolo. La conferma arriva anche da una nostra connazionale, Monica Velluri, coautrice dello studio “Il fatto che il percorso di questa stella massiccia velocissima origini dal disco stellare, piuttosto che dal centro della Via Lattea, indica che gli ambienti estremi necessari per l’espulsione di queste stelle possono essere presenti anche in luoghi diversi da quelli attorno ai buchi neri supermassicci del centro galattico. Rendere una stella iperveloce richiede moltissima energia, che di solito viene prodotta proprio in questi ambienti”.

Per spiegare quale fosse l’origine dell’ipervelocità di Lamost-Hvs1 gli scienziati hanno formulato due ipotesi. La prima individua quale causa, l’incontro della stella con altre supermassicce, un’ipotesi possibile ma altamente improbabile, anche secondo gli scienziati che l’hanno formulata. La seconda spiegazione, invece, prevede l’esistenza di un buco nero di massa intermedia, e, non supermassiccio come Sagittarius A*. Entrambe le ipotesi, aspettano di essere confutate perché nella regione (braccio della Norma o del Cigno) da cui è partita la stella iperveloce, fino ad oggi,  non sono mai stati osservati né ammassi di stelle massicce né buchi neri di massa intermedia.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.