L’app per controllare i figli
Life360, l’app per controllare i figli
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Genitori apprensivi e figli stressati dai controlli, l’app Life360 può aiutare se usata nel modo corretto

Fa molto discutere Life360, l’app che serve per controllare dove stanno i figli. Uno strumento che serve per monitorare dove stanno i propri familiari e se stanno in un luogo sicuro. Sorge però un dubbio: è giusto controllare in questo modo la vita dei propri figli? Per i genitori apprensivi sicuramente sì, ma per i ragazzi è vista come una violazione della propria privacy.

Come funziona Life360?

Life360 è un localizzatore per la famiglia che permette di:

  • Vedere su una mappa la posizione dei membri del gruppo;
  • Scegliere se condividere la propria posizione;
  • Chattare a due o con tutte le persone di ciascun gruppo;
  • Ricevere un avviso quando la persona di un gruppo raggiunge una destinazione;
  • Rintracciare un telefono smarrito o rubato;

Life360 può attivare allerte con aggiornamenti di posizione per la scuola, l’ufficio, la palestra, per la biblioteca e per molti altri luoghi. L’app invia una notifica agli altri membri del gruppo quando qualcuno è arrivato a destinazione.

Offre anche la funzione anti-panico: in caso d’emergenza, tutti i membri del gruppo ricevono automaticamente una telefonata, una email, un messaggio e le coordinate del localizzatore GPS. Si saprà subito dove si trova un membro del gruppo in difficoltà, molto utile in caso di necessità.

L’app per controllare i figli
Life360, indica dove stanno i propri familiari in ogni momento

L’app per controllare i figli: giusto o sbagliato?

 I genitori possono vedere la mappa sul telefono e controllare se i figli si trovano in un posto sicuro, se sono sulla strada di casa o verso la giusta destinazione. Possono verificare se stanno andando a scuola o se stanno andando nel posto in cui hanno detto di andare. E qui che sorge un grande dubbio: è giusto un controllo del genere? Per i genitori, soprattutto, quelli molto apprensivi, quest’app è una manna dal cielo perché così riescono a stare più tranquilli, possono seguire passo dopo passo i percorsi dei loro figli e controllare ogni spostamento. Di tutt’altra idea la maggior parte dei ragazzi che lamentano la fine della propria privacy e della propria libertà di movimento.

Un controllo così eccessivo sulla vita dei propri figli può, forse, aiutare i genitori eccessivamente ansiosi, ma può avere un effetto deleterio sui rapporti intergenerazionali, con il rischio di peggiorare la vita familiare. Gli adolescenti, infatti, pensano costantemente che dovrebbero avere più autonomia rispetto a quella che i loro genitori abitualmente danno e quest’app potrebbe ulteriormente accentuare questo pensiero. L’impulso di spiare deriva spesso da un istinto protettivo, ma il problema è la fiducia: ci fidiamo o no dei figli? Forse è proprio la mancanza di fiducia che fa irritare i ragazzi e l’uso di quest’app può essere vista come un’altra dimostrazione di poco credito nei loro confronti. Il controllo ci deve essere ma non eccessivo, altrimenti potrebbero esserci dei comportamenti opposti a quelli desiderati.

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Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.