App individua malattie tramite analisi occhio dei bambini
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Una nuova incredibile applicazione, White eye detector, permette, con un anno di anticipo, di scoprire malattie tramite lo studio degli occhi dei nostri figli

Grazie alle nuove tecnologie è possibile, finalmente, diagnosticare malattie in anticipo, così da poter correre ai ripari in tempi rapidi. Nello specifico, un’app (White eye detector) permette di individuare future malattie analizzando gli occhi dei bambini.

L’app scova malattie

Grazie alla ricerca condotta dalla Baylor University, un’università battista privata localizzata a Waco (Texas), si è scoperto che tramite una innovativa applicazione è possibile individuare nei bambini una sorta di riflesso oculare che si trova all’interno della retina conosciuto come occhio bianco.

La ricerca è stata resa nota sulla pubblicazione scientifica statunitense Science Advances (edita dalla American Association for the Advancement of Science). Addirittura, la previsione della malattia risulterebbe, in questo modo, avanzata di un anno, tempo nel quale si potrebbe agire efficacemente per debellare il male.

Come funziona White eye detector?

L’idea per la realizzazione di questa app la dobbiamo ad uno dei ricercatori dell’università texana. Un figlio di quest’ultimo ha perso la vista ad un occhio a causa di una retinoblastoma, un tumore alla retina, del quale l’occhio bianco è uno dei sintomi.

L’applicazione è stata testata sulle foto di diversi bambini, che in seguito hanno avuto l’occhio bianco. Il test ha avuto un grande successo, perché l’app è riuscita a individuare la malattia, in media, un anno prima dell’effettiva diagnosi.

White eye detector è un’applicazione che si può scaricare gratuitamente.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.