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Alla resa dei conti non sfugge nessuno

Nessun problema può essere risolto congelandolo, era aduso affermare Winston Churchill. Il fatto che fosse un politico non gli precluse altri interessi. Giornalista, militare, storico e anche, nel 1953, Nobel per la letteratura; grazie alle numerose pubblicazioni ed alle memorie sulla seconda guerra mondiale, raccolte in sei volumi.
Ritenuto il più grande britannico di sempre, ha ispirato numerosi film e, in genere, spunti narrativi. Finanche musicali, come in un album degli Iron Maiden del 1984.
Insomma un uomo, anche se con tutti gli aspetti caratteriali meno accettati, che ha fatto la storia.

E’ davvero singolare che per fare dei paragoni – o se più piace parallelismi di spessore – con figure italiane, si debba, necessariamente, esulare dalle giovani generazioni.
Quelle attuali, nella realtà di fatti e cose, trovano allocazione in satire e canzonature.
D’altra parte, ed è storia facilmente consultabile, ai tempi del compianto Alighiero Noschese, i politici del tempo si sentivano estromessi se il grande concittadino – di nascita – di Massimo Troisi non li imitava.

Era altra storia, ancora imperavano ideali e culture politiche.
Oggi siamo  al turpiloquio, alla derisione della parte avversa, sottoposti – sempre più di frequente – alla assoluta inconcludenza di pseudo politici senza arte e né parte.
In effetti, giocano il gioco: confondere le già obnubilate menti.
E’ l’influenza dei presuntuosi, sulle altrui lacune.

L’importanza del discernimento

“Linguaggio da epurazioni, ai ministri spetta dare indirizzi, ma non gestire”, lapidario il Professor Sabino Cassese quando, diversi anni scorsi, gli chiesero dove fosse il vulnus del novello avvento.
In fondo, l’esimio giudice emerito della Corte costituzionale, ci induceva a riflettere su quanto ci sarebbe toccato osservare.
Imbarazzanti fiduciari, catapultati su palcoscenici assolutamente astrusi, rispetto alle proprie cognizioni.

Insomma, per essere estremamente pratici, un cretino resta pur sempre un cretino e la persona di fiducia, a prescindere, resta persona di fiducia di un cretino.
Un accenno, dell’infausto futuro, era già stata intuita nelle code di periodi trascorsi.
Il cinghialone, il topo, il rospo, er giraffa, il caimano, il coniglio mannaro.
La superficialità si apprestava alla assoluta padronanza del contesto.

Le certezze del vissuto

Quando ci troviamo in presenza di un tale che ritiene, in modo assoluto, di possedere lui solo, e soltanto lui, in modo totale, la verità, siatene certi, ci troviamo davanti un presuntuoso.
La sua logica si articola, unitamente nel pregiudizio, e l’annebbiamento dell’intelligenza umana, conduce, chi è ammalato di pregiudizio, ad escludere ed  eliminare chiunque contrario al suo modo di vedere; chiunque non vede la realtà con i suoi occhi.

Questa terribile e deleteria arroganza c’induce a credere di avere sempre ragione solo noi, disprezzando quanti dissentono dai nostri punti di vista.
Si distrugge così, prepotentemente, il rapporto umano. Tutto ciò, inoltre, ci impedisce di valorizzare negli altri tutto quello che c’è di buono, anche se dovesse nascere da un sereno confronto.

Auguri a noi.