Fortnite
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“Worlds collide” è l’evento con cui si apre la quinta stagione di Fortnite: la creatura di Epic Games prosegue nella sua marcia trionfale

Un po’ di numeri

Sono le cifre a descrivere meglio di ogni altra cosa il fenomeno Fortnite: in costante crescita dal giorno del suo rilascio, l’ormai indiscusso re del genere Battle Royale sta macinando record sempre più rapidamente. I resoconti degli ultimi mesi parlano del sorpasso nei  guadagni del suo diretto rivale e precursore PlayerUnknown’s Battlegrounds, nonché in quelli di un bestseller come GTA V.

Numeri impressionanti incrementati anche dall’uscita della versione mobile, ad oggi disponibile solo su iOS: nel marzo 2018, durante il quale è avvenuta la release della versione per iPhone, i ricavi complessivi hanno toccato l’astronomica vetta di 223 milioni di dollari mensili.

Fenomeno pop

Fortnite si sta ormai accingendo a varcare quell’importante solco che separa le semplici iniziative di successo da quelle che assurgono allo stato di veri fenomeni popolari, riuscendo ad influenzare la nostra cultura e contribuendo, in qualche modo, all’identificazione di un certo periodo storico nell’immaginario collettivo.

Proiettandoci avanti di qualche anno non è difficile, infatti, immaginare gli adolescenti di oggi ricordare nostalgici il periodo in cui Griezmann dell’Atletico Madrid esultava ad un gol scimmiottando l’emote “Take the L”, o in cui il rapper Drake e l’ormai celebre Ninja (attualmente il miglior giocatore di Fortnite al mondo: 500.000 euro mensili, in media, i suoi guadagni) si sfidavano in diretta su Twitch, seguiti da qualcosa come mezzo milione di spettatori. Esattamente come a chi oggi ha più di trent’anni scende facilmente una lacrima ripensando alle sale giochi ed ai pomeriggi passati davanti a Pac-Man o Super Mario.

Ma cos’ha portato un semplice gioco, peraltro neanche pioniere nel suo genere, ad essere considerato un fenomeno di tali proporzioni?

Fortnite 2

Narrazione

Non siamo certo i primi ad asserire che quella che stiamo vivendo può essere considerata l’era delle serie tv: produzioni di qualità sempre più alta e piattaforme come Netflix hanno fatto sì che il concetto di serialità assumesse dimensioni fino a qualche anno fa assolutamente inaspettate. Tutto ciò ha fatto in modo che le nuove generazioni crescessero nell’attesa dell’evento, più che del prodotto in sè. L’inizio della nuova stagione di una serie o la fine della stessa (si pensi, ad esempio, a casi eclatanti come “Game of thrones”) rappresentano ormai occasioni di aggregazione e discussione come poche altre, cosa che il cinema, pur nella sua importanza, non può fare con altrettanta frequenza o efficacia. È il concetto che sta facendo la fortuna dell’odierna Disney, che nella serializzazione dei prodotti Marvel e Star Wars ha trovato la gallina dalle uova d’oro; ed è lo stesso concetto, appunto, che i ragazzi di Epic Games stanno sfruttando alla grande. Fortnite non si esaurisce, infatti, nell’arco della semplice partita: il suo avere un arco narrativo suddiviso in stagioni fa in modo che, ad ogni nuova svolta nella storyline, milioni di giocatori in tutto il mondo stiano incollati ai loro dispositivi fissi o mobile, nella spasmodica attesa di scoprire quali stravolgimenti e quali novità porterà con sé l’ultimo aggiornamento. Milioni di giocatori/spettatori che, neanche a dirlo, si traducono in altrettanti milioni di dollari versati per comprare il nuovo pass stagionale.

Worlds collide”

Il titolo del video che ci introduce alla nuova stagione porta con sé anticipazioni sulla trama ma anche qualcosa in più. L’ultimo ciclo narrativo di Fortnite si era concluso con il lancio di un razzo che aveva causato l’apertura di una spaventosa crepa nel cielo del mondo di gioco. Pochi giorni dopo elementi dello scenario di quest’ultimo erano stati, in un’abilissima mossa di marketing, piazzati in alcuni punti del nostro mondo reale, lasciando intendere che dalla spaccatura causata dal razzo sarebbe derivata qualche interferenza tra il mondo fittizio e il mondo vero.

Tutto ciò viene, dunque, confermato dal trailer di lancio, che lascia presagire uno scontro/incontro fra i due mondi, il cui primo effetto è l’aggiunta di nuovi paesaggi ispirati a quelli realmente esistenti, come se questi ultimi fossero stati magicamente trasportati nella realtà del gioco.

Geniale mossa di marketing, dicevamo, ma anche una sintesi perfetta di ciò che Fortnite rappresenta e che qualche rigo più su avevamo anticipato. Il videogiocatore moderno non vive il gioco come la semplice esperienza di qualche minuto, come il livello da superare e poi lasciare lì in attesa di intraprendere il prossimo. Il mondo dei videogiochi, nell’era dei social, non può essere esente dalla necessità di interfacciarsi con questi ultimi, che più di tutto fanno da ponte tra ciò che è reale e ciò che esiste solo dietro lo schermo. Fortnite incarna perfettamente tutto ciò, offrendo ai suoi utenti, oltre al semplice divertimento, opportunità di discussione, aggregazione ed un modo per rendere, entro certi limiti, reale ciò che non lo è. Si pensi all’esultanza di Griezmann, appunto.

Se questa commistione, impensabile qualche anno fa, porterà a qualcosa di buono o meno lo sapremo col tempo: è questa la direzione intrapresa dal mondo videoludico e di questa linea di pensiero Fortnite si fa fieramente portabandiera.

Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.