Isolation and precaution to avoiding from epidemic illnes.
adv

L’importanza dei comportamenti

Si può dare un senso al nulla, una forma all’acqua, una delimitazione all’aria e, perfino, concretezza ad un inganno. Mai, però, si potrà arginare la mente che nel tempo riconosce sempre la sola e unica verità dei fatti.
Non dovrebbe dispiacere a nessuno leggere; la lettura, appunto, rappresenta curiosità, voglia di sapere.
Può accadere di prediligere una diversa lettura: quella degli occhi o del cuore, comunque  di chi si ha accanto.
Un  tassello del prestare attenzione, del voler vedere, intimamente, la bellezza del fuggevole.
Brevi istanti di estrema empatia,  possono apparire come un’eternità di conforto e confronto.
Ispira pensare al dopo, al domani, al futuro. Un’idea per attuare, immediatamente, il desiderio di vivere la realtà desiderata.
Non sono divagazioni per celare qualcosa, non esistono retro-pensieri negativi o assurdi; capita di voler semplicemente verificare se stessi, nella ricerca delle ipotesi prefigurate.
Nessuna certezza inequivocabile, ma, più semplicemente, una valutazione su dubbi e interrogativi.
Diventa imprescindibile il comportamento mentale, quello che comporta l’empatia e, nel senso più lato dell’interpretazione, quello sinergologico.
Il linguaggio del corpo non serve esclusivamente per captare desideri o apprezzamenti; il più intenso “idioma” sta nel recepire il pensiero. Insomma un sistema di sintonia che comporta, inevitabilmente, una sinergia positiva per l’efficienza di un sistema.
Un legame mentale, certamente non identificabile in generi opposti; la complicità non ha sesso.

Il senso della misura

Sono all’ordine del giorno, purtroppo, diatribe  in un consessi istituzionali.
Dispute, sovente, assolutamente fuori luogo innescate, per giunta,  per evidente incompetenza, dell’iter procedurale afferente, proprio di chi reitera inesistenti propositi.
E’ necessario riflettere sull’evidenza dei fatti di questo tempo. Improbabili politici assurti a onori della cronaca non hanno, evidentemente, ancora compreso che tra gli oneri, degli onori stessi, vi è un limite invalicabile che solo un giusto ed equilibrato connubio tra educazione,  cultura e modestia può evitare di superare. Sembra assai strana la definizione di errore formale – oggi assai abusata – per connotare una svista enorme, ma è  giunto il momento di darsi una severa regolata. Seguire l’esempio delle 3 “u” non sarebbe male. Umanità (verso tutti perché “nun sputà ‘ncielo ca ‘nfaccia te torna”), umiltà (in ogni contesto perché “ignarus rediit romam deductus asellus”) e umorismo (soprattutto verso se stessi perché il non prendersi troppo sul serio è segno di intelligenza).
Le complicazioni vanno attenuate non amplificate. nel senso che se un problema è fattore 1 non si risolve portandolo a coefficiente 10, ma trattandolo per manifestarlo a 0. E così a seguire.
Insomma siamo al punto che “ignavis fortuna favet”.

Per ogni utile traduzione:

Nun sputà ‘ncielo ca ‘nfaccia te torna – Non sputare verso il cielo perché ti ritorna sulla faccia.

Ignarus rediit romam deductus asellus – Chi bestia si reca a Roma, sempre bestia ritorna.

Ignavis fortuna favet – La fortuna favorisce gli sfaccendati.