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Le emergenze pre-pandemia riemergono in maniera inquietante

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Preoccupanti mode in tempi difficili 

Sembra di rivivere la sera del 20 febbraio 1987; il ritorno di Enzo Tortora in televisione – al timone di “Portobello” – al termine di una delle vicende più terribili, dal punto di vista dell’errore giudiziario.
“Dunque dove eravamo rimasti?”, così il presentatore interruppe l’apoteosi che il pubblico gli aveva riservato nell’accoglierlo.
Appunto, attuale, è la domanda di allora; eravamo rimasti all’attività dell’Associazione Movimento Crescita Civile – Comitato Genitori No Alcol – mirata, con il plauso di quanti hanno a cuore il rispetto delle leggi e la salute di giovani e minori, ad arginare la piaga dell’abuso di sostanze alcoliche.
Cicchetti, a prezzi irrisori, somministrati senza alcun controllo e contro ogni buon senso; adolescenti soccorsi in stati al limite dell’incoscienza; genitori, a gruppi, impegnati nel pattugliare le zone più “pericolose” della smodata tendenza.

Il ritorno dell’allarme

Alla  sinergia del Comitato – ideato dal Presidente dell’Associazione Genitori No Alcol, Gerardo Avallone – si era unita quella – fondamentale e permeata di grande coinvolgimento – di Don Salvatore Giuliano che aveva provveduto, fino a tarda notte dei giorni del venerdì e del sabato,  ad aprire la Basilica Parrocchiale di San Giovanni Maggiore, per dare asilo a giovani e minori assai provati dall’eccesso di assunzione di alcol.
Il “Comitato Genitori No Alcol” non è stato mai invasivo, ma ha sempre cercato la collaborazione dei gestori; sistemici drappelli di genitori – riconoscibili da felpe e magliette recanti il logo – hanno pattugliato le zone più esposte al fenomeno, cercando di contenere e arginare le conseguenze  dei fattori di rischio. Colloqui con i ragazzi, conversazioni con gruppi, che si formavano a seguito del “passa parola” circa la presenza dei genitori facenti parte del comitato.


Il tutto si era, irrimediabilmente, fermato con il “tutti a casa” e, in verità, ci si augurava che l’astenersi forzatamente dalla dannosità della nefasta abitudine, potesse essere di aiuto per una riduzione della dipendenza.
Sono state sufficienti poche ore, per comprendere quanto l’auspicio fosse stato inutile; bottiglie lasciate ad ogni angolo, usurpandone l’impatto ambientale; ripercussioni immediate, con grave compromissione dell’immagine della Città, sul traffico e sugli assembramenti e, non ultima, la ripresa di nocumenti sotto molteplici aspetti.

Il convegno del 31 gennaio 2020

La ripresa delle iniziative

L’interruzione non è servita e, per ulteriore aggravante, gli assembramenti che ne derivano non sono affatto positivi.
Le Forze dell’Ordine sono scese in campo con tutte le potenzialità; tutti i fine settimana sono monitorati, controllati in maniera assai capillare.
Alla ripresa delle iniziative interrotte, la sensibilizzazione è ancora più incisiva, per contenere il rinnovato prorompere della deleteria pratica.
“Controlliamo i nostri figli e nello stesso tempo quelli di tutti”, afferma Gerardo Avallone, sempre in prima linea per la difesa della salute dei ragazzi.
Il “Comitato Genitori No Alcol” si è dovuto rimettere in moto e, aspetto assai importante, non mancano gli inviti a parlarne da parte di Associazioni dell’intera Regione Campania.
Un sistema per fare unione e combattere la deleteria frenesia giovanile.