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Le tre piattaforme streaming italiane concorrenti di Netflix

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Le concorrenti italiane di Netflix sono agguerite e temibili.
Le concorrenti italiane di Netflix sono agguerite e temibili.

Netflix non è l’unica piattaforma streaming importante che si occupa di produrre e distribuire, tramite la rete informatica, serie televisive, pellicole, cartoni animati e documentari

Tutti quanti noi conosciamo, almeno per fama, la celebre piattaforma streaming Netflix, nata il 29 agosto 1997 dalle menti geniali di Marc Randolph e Reed Hastings in California, precisamente a Scotts Valley.

Oltre a quest’ultima, però, ci sono altre interessanti ed emergenti realtà italiane che stanno dimostrando con i fatti di voler scavalcare, nelle preferenze degli utenti, l’attuale predominio di Netflix.

Ci occuperemo in un prossimo articolo dei competitors stranieri di Netflix, con questo pezzo abbiamo deciso di occuparci soltanto dei canali italiani che nel nostro Paese stanno riscontrando un grande successo di pubblico e di critica.

Vogliamo inoltre ricordare che questa classifica si basa su ciò che l’articolista ha potuto visionare di persona e da articoli e video recensioni visionati in precedenza.

Ci occuperemo in un prossimo articolo dei competitors stranieri di Netflix, con questo pezzo abbiamo deciso di occuparci soltanto dei canali italiani che nel nostro Paese stanno riscontrando un grande successo di pubblico e di critica.
Ci occuperemo in un prossimo articolo dei competitors stranieri di Netflix, con questo pezzo abbiamo deciso di occuparci soltanto dei canali italiani che nel nostro Paese stanno riscontrando un grande successo di pubblico e di critica.

1 – CHILI

Chili S. p. A. è una società per azioni, fondata nel giugno 2012 a Milano da cinque eminenti figure meneghine: Giano Biagini, Stefano Flamia, Alessandro Schintu, Giorgio Tacchia e l’ex candidato del centrodestra per il ruolo di Sindaco di Milano Stefano Parisi.

La sua crescente importanza è dimostrata dal fatto che nel marzo di quest’anno la 20th Century Fox ha acquisito il 4% del capitale azionario. Tra gli ultimi azionisti è presente anche il fondatore del network americano Vudu, Tony Miranz.

Chili permette ai suoi utenti il singolo acquisto di serie televisive e film. La piattaforma agevola il cliente suddividendo le sue offerte in diverse categorie, con l’ulteriore possibilità di noleggiare una pellicola.

Ulteriore punto di forza di Chili risiede nel fatto che è possibile preordinare un film da andare a vedere in un qualsiasi cinema convenzionato con la società meneghina.

2 – Raiplay

Raiplay, portale multimediale della Rai, è nata il 12 settembre 2016, quando ha sostituito Rai.tv.

Rispetto ad altre piattaforme streaming Raiplay offre un servizio completamente gratuito. Permette di vedere in diretta i classici canali Rai e in più offre l’opportunità di guardare diverse serie tv, film e documentari non presenti in Rai.

3 – INFINITY TV

Infinity TV ha iniziato la programmazione l’11 dicembre 2013 ed è di proprietà di Mediaset S. p. A. Permette, ai propri clienti, un’ampia scelta tra fiction, serie televisive e film di successo.

Nel dicembre 2015 Infinity ha ideato Premiere, ovvero una raccolta di film usciti recentemente, offerti in visione gratuita per una settimana ai propri clienti.

Per rafforzare l’offerta streaming, nel luglio 2015 ha raggiunto un accordo con la società di telecomunicazioni italiana Tiscali per includere il proprio servizio nelle offerte di connettività del provider.

Non c’è che dire gli italiani non sono da meno degli stranieri nel settore dell’offerta streaming. Voi cosa ne pensate?

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.