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Un impegno da profondere

In un momento politico asfittico, spento e privo di slanci, le scelte dovrebbero essere basate  su un ritrovato entusiasmo, su  una rinverdita speranza, su una pertinace determinazione, nel voler dimostrare che ancora molto si può e si deve fare, nell’interesse della Comunità.

Sarebbe necessario ritrovare nuovo vigore, riproponendo l’esigenza  che, specialmente  in politica, la meritocrazia passi per la scelta oculata di orientamenti attinenti alla realtà.

Tutto ciò richiede impegno, ma anche metodo e disponibilità di informazioni corrette.  E’ quanto auspica un Paese allo stremo, nel rispetto di valori al di là di ogni diaspora priva di qualunque connotazione positiva, di lealtà e consequenzialità.

Urgenze di riscontri

Senza nessun preambolo, l’impegno delle Istituzioni deve essere mirato ad affrontare le priorità delle esigenze territoriali e dei contesti relativi; oltremodo urgente è tenere bene in evidenza, come oggi siano sentite esigenze i temi di giustizia e legalità, scuola, ricerca,  efficienza dei servizi e snellimento di iter farraginosi. Tutte problematiche che orientano il Popolo,  in condizioni di smarrimento morale e disfacimento materiale, nelle reazioni più disparate e imprevedibili.

Imprescindibile invertire la marcia e comprendere, in modo chiaro e netto, che al territorio sembra, sempre più spesso, di sostenere un dialogo senza ottenere risposta alcuna. E’ proprio da lì la ripartenza o, se più piace, il rilancio.

Un rinnovato impeto, dovrebbe sostenere l’azione di sostegno, nella consapevolezza che è ancora possibile, con esperienza e sapienza, onorare impegni ancora disattesi. Con coerenza e in conformità degli svariati annunci.

Maggiore concretezza nella realizzazione di investimenti

Inutile continuare in una sterile resa dei conti, con un orizzonte per niente incoraggiante in termini di crescita e sviluppo. Le condizioni attuali sono difficili e assai condizionate dall’intero sistema economico europeo, ma siamo parte del sistema stesso e non possiamo esimerci dal dover fare la nostra parte,  per poterci allineare allo stato dei fatti. Da un punto di vista, prettamente economico, non ha senso parlare di aleatori propositi e non ha senso focalizzare, dal punto di vista politico, l’attenzione sulla cagionevole salute della maggioranza, cui fa riscontro un pessimo stato di forma dell’opposizione.

E’ dirimente, dunque, essere parte integrante di un nuovo solco, tendente a trovare soluzioni vere a problemi seri. Non è più tollerabile guardare al futuro delle nuove generazioni, con il pressappochismo che contraddistingue superficialità di vedute e approssimative valutazioni.
Facciamo parte di un apparato e un apparato è tale perché ha regole precise. Inutile non voler comprendere che siamo ormai il fanalino di coda, dello stesso apparato, proprio perché, evidentemente, ci sono sfuggite certe regole.

Al rigore dei conti deve fare da contrappeso un piano di investimenti, tale da determinare un incremento positivo. Ben vengano, a tal proposito, le nuove sinergie annunciate, ma che si proceda in fretta e senza indugi. Si provveda a dare immediato seguito ad una più facile e semplice erogazione di sostegni alle aziende interessate; si favorisca, in modo efficace,  l’accesso al credito. Non è più procrastinabile agire, presto e bene.
Come sempre, auguri a noi.

 

Raimondo Miele