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Quando la solidarietà parla, tutto il resto tace

E’ difficile focalizzare attenzione altrove, quando si sta al cospetto di realtà tangibili, reali, ma, certamente, non sufficientemente supportate da concrete operatività.
Abbiamo sentito tanto parlare, specificatamente nel tragico periodo trascorso, di come l’associazionismo, la solidarietà, la volontarietà, fossero, tutti insieme, il valore aggiunto su cui, intere Comunità allo sbando, potevano contare per tirare avanti.
Gli ultimi, gli invisibili, i meno fortunati,  anche coloro ai limiti della povertà, sono stati travolti dalla tempesta economica e dallo tsunami sociale.
Per fortuna, ed è questo il vero ed unico potere del disinteressato appoggio, non tutti si sono dimenticati degli altri, di quelli senza alcuna forma di sostentamento.
Sono apparsi, così, gli angeli custodi; hanno badato alle numerose persone e famiglie bisognose.

Le forme di impegno

La solidarietà, in generale, è la partecipazione verso altri, bisognevoli di esigenze cui possiamo, noi stessi, soddisfare. Con comportamenti, fattualità, operatività, condivisione. Prerogative non appannaggio  di chiunque, ma intrinseche ad animi sensibili e menti attente alle difficoltà: momentanee, perpetue, non ha nessuna importanza. Fondamentale è esserci, sotto ogni aspetto, a seconda delle proprie possibilità.
Ho assistito, con mio sommo piacere, ad un’azione del genere. Una ingente quantità di vestiario – certamente non da macero, anzi assolutamente decorosa – da smaltire con la volontà, ferma e decisa, di voler fare bene al prossimo.

In un contesto, ormai saturo di svariate forme, abnormi e abusate, di carità per il prossimo, è emersa una realtà a me assolutamente sconosciuta.
Un’Associazione ONLUS, nella periferia orientale di Napoli, che si occupa di progetti di vita. “Facendo crescere, cresciamo”, la frase chiave.

La struttura ed il contesto

In una zona, fino a 1925 Comune autonomo, certamente non molto vasta, ma con oltre 25000 abitanti e che annovera il murales di Maradona – realizzato da Jorit Ciro Cerullo e denominato semplicemente “Diego” – trova collocazione una struttura impegnata in progetti per la valorizzazione della famiglia.

Tutela dei minori, aiuti vari, rispetto della legalità, sport, animazione, formazione ed avviamento al lavoro, tutte caratteristiche della ONLUS “figli in famiglia” (http://www.figliinfamiglia.it/).

I numerosi e voluminosi colli, contenenti gli indumenti dismessi, sono stati recapitati da Gerardo Avallone – Presidente del Movimento Crescita Civile ed ideatore del Comitato Genitori No Alcol – e da Antonio Di Gioia, medico chirurgo – oculista – da sempre attento alle problematiche dei meno abbienti.

A San Giovanni a Teduccio, il centro, polifunzionale ed efficiente, è diretto da Carmela Manco, sapiente ed efficace “Capofamiglia”.
L’incontro, assai cordiale ed affettuoso, è stato foriero di ulteriori positivi aspetti.

Il dr. Antonio Di Gioia, con il suo innato slancio partecipativo e solidale, ha assicurato la sua opera, per controlli ed esami della vista, a favore di giovani e bambini.
In fondo, tra le tante brutture – cui la società non sembra neppure accorgersi – ancora ci sono uomini e donne, in grado di donare al prossimo qualcosa di straordinario: la solidarietà.