Leonardo da Vinci è stato un vero e proprio genio nei più diversi campi
Leonardo da Vinci è stato un vero e proprio genio nei più diversi campi
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Una ciocca di capelli e un’impronta nitida sono le novità che riguardano il grande artista Leonardo da Vinci

Quest’anno si festeggia il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, il genio italico per eccellenza (2 maggio 1519). Una serie di scoperte ci permetteranno di comprenderlo meglio (per quanto possibile).

L’impronta di Leonardo da Vinci

Nel Castello di Windsor, nei pressi di Londra, è conservata la collezione privata della Monarchia Britannica: libri, dipinti e gioielli. Tra le opere d’arte qui custodite, troviamo anche diverse opere leonardiane.

Su un disegno anatomico, opera del Genio Italico, è stata rilevata l’impronta del pollice della sua mano sinistra (ricordiamo che lui era mancino). Anche in altre opere sono state ritrovate impronte del grande umanista, ma mai così nitide.

Il disegno in questione fa parte del libro Il sistema cardiocircolatorio e gli organi di una donna, stampato nel 1509. Verrà mostrato in 12 mostre simultanee britanniche, in omaggio al celebre toscano.

Una ciocca di capelli di Leonardo?

Agnese Sabato, Presidentessa della Leonardo da Vinci Heritage, e Alessandro Vezzosi, Direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci, hanno annunciato al mondo che è stato possibile recuperare, negli Stati Uniti d’America, una ciocca di capelli conosciuta da sempre come Les Cheveux (I Capelli) de Leonardo da Vinci.

Questa ciocca di capelli riveste una grande importanza perché grazie a lei sarà possibile effettuare una seria ricerca del suo DNA.

Conferenza e mostra del 2 maggio

Ne potremo sapere di più il 2 maggio, giorno della morte di Leonardo. Per questa occasione verrà inaugurata la mostra Leonardo vive, allestita nella sua città natale vicino Firenze (a Vinci).

Nello stesso luogo e nella stessa giornata ci sarà una conferenza stampa nella quale sarà mostrata al pubblico l’impronta autentica del più grande genio di tutti i tempi.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.