La Vergine delle Rocce al Louvre (Fonte Wikipedia)
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Grazie alle nuove tecnologie è possibile ammirare l’unica firma nota del grande Leonardo da Vinci

L’unica firma accertata e sicura del grande genio italiano Leonardo da Vinci è conservata all’Archivio di Stato di Milano. In questi giorni si trova custodito all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Scopriamo insieme perché.

Leonardo da Vinci e La Vergine delle Rocce

La firma è apposta al contratto, stipulato il 25 aprile del 1483, per la realizzazione dell’opera La Vergine delle Rocce. Il dipinto, che attualmente si trova esposto al Louvre, è importante perché è stata la prima commissione per Leonardo, giunto l’anno precedente a Milano, da Firenze. Committente era la Confraternita dell’immacolata Concezione, nella figura del suo priore Bartolomeo Scorione e per obiettivo si sarebbe dovuto realizzare una pala da collocare sull’altare della cappella della Confraternita nella chiesa meneghina, ormai distrutta, di San Francesco Grande.

Il restauro e le nuove tecnologie

Il prezioso contratto era già stato sottoposto a restauro nel 2010, a causa dell’umidità che, avendo danneggiato il materiale cartaceo, aveva guastato la traccia grafica.

Attualmente, la parte danneggiata risulta leggibile soltanto attraverso la lampada di Wood, che agisce tramite raggi ultravioletti. Il nuovo restauro digitale fiorentino permetterà una lettura a occhio nudo di tutto il documento.

Prima di tutto, il contratto sarà sottoposto ad indagini diagnostiche per comprendere la situazione nella quale versa il documento. Una seconda fase prevede un restauro digitale. Queste due fasi permetteranno una nuova visione del testo.

La firma di Leonardo da Vinci non morirà e per questa realtà dovremo rendere grazie alle nuove tecnologie del restauro.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.