Seminario sul rapporto tra informazione e conflitto siriano
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Venerdì 26 ottobre 2018, tra le ore 15.00 e le ore 18.00 si è tenuto il seminario dal titolo “Giornalismo di guerra e geopolitica: cos’è successo in Siria?”, nell’Aula A1 della sede federiciana di via Nuova Marina 33

L’evento è stato organizzato dall’Università degli Studi Federico II di Napoli, dall’Ordine dei Giornalisti Campania e da Modavi Onlus, all’interno del programma di formazione “Saperi universitari e giornalismo” del Corso di Laurea in Storia e Filosofia. Tra gli altri temi è stato trattato il rilievo che il mondo del web ha avuto e sta avendo nel conflitto in Siria.

Struttura del seminario

Il seminario ha avuto come moderatore Alessandro Sansoni, componente Esecutivo Nazionale Ordine dei Giornalisti. Sono intervenuti nell’ordine: Domenico Falco, Vicepresidente Ordine dei Giornalisti Campania; Alessandro Arienzo, Professore di Storia delle Dottrine Politiche; Daniela La Foresta, Professoressa di Geografia; Massimiliano Boccolini, giornalista Agenzia Nova (sezione araba); Sebastiano Caputo, inviato di guerra e giornalista de L’Intellettuale Dissidente.

Gli interventi

Diversi interventi sono stati incentrati sul dovere del giornalista di fornire al lettore non il cosiddetto giornalismo copia e incolla ma notizie in presa diretta, senza i filtri che distorcono l’informazione odierna. L’utilizzo di internet è positivo per il flusso di notizie che fornisce a chi sa utilizzarlo con discernimento ma, dall’altro lato, se utilizzato male il lettore disattento può credere che le fake news siano la realtà, cosa assolutamente non vera.

A causa delle “insondabili” leggi che regolano e governano il mondo di Internet il conflitto siriano è stato sovradimensionato mentre la guerra in Yemen è finita in una spirale del silenzio. Il termine inglese frame nel mondo dell’informatica assume il significato di “struttura che raggruppa due o più dati”, sorta di cornice dunque, al cui interno il giornalista deve inquadrare la notizia che vuole veicolare. La cornice è formata dai trend topics, le parole del momento, influiscono sulle notizie che ci giungono perché i mezzi di comunicazione, spesso, utilizzano questi trend per comporre i loro articoli senza considerare l’importanza della notizia ma solo la visibilità sul web del pezzo. Attualmente i competitors del mondo dell’informazione telematica (e non solo) tendono a seguire i giornali più importanti, arrivando anche ad un’omologazione totale sia nel formato che nei contenuti.

Web e guerra in Siria

Nello specifico, i giornalisti intervenuti al seminario hanno testimoniato che le notizie riportate sui campi di battaglia sono completamente diverse dalle informazioni che ci arrivano da chi non si trova sul luogo del conflitto. È importante sottolineare, come è stato fatto nell’evento di venerdì 26 ottobre, che Napoli deve osservare con molta attenzione gli sviluppi della guerra in Siria perché il capoluogo campano è il crocevia dei commerci con i paesi mediorientali. Qualsiasi elemento che sposti gli equilibri vigenti nel Mediterraneo Orientale deve essere valutato ed esaminato per non farci cogliere impreparati. Il web, in questo, può risultare l’elemento discriminante per una corretta informazione.

Il dubbio va sempre coltivato e dobbiamo sempre porci delle domande. Non dobbiamo mai dare qualcosa per assodato come “atto di fede”.

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.