L'inganno dei buoni Conad truffa su Whatsapp
adv

Sempre più spesso riceviamo messaggi che invitano a collegarsi a siti “tarocchi” invogliandoci con premi allettanti

Chi non ha ricevuto un pishing tramite mail scagli la prima pietra. Ora accade anche sulle App di messaggistica.

Pubblicità ingannevole o mera truffa?

“Ciao. Appena preso non ci credo!! Ne rimangono pochissimi” é così che inizia il messaggio incriminato che, negli ultimi giorni, é stato spammato e condiviso sulla più famosa e diffusa App di messaggistica del mondo, WhatsApp. Attenzione é una truffa!
Il messaggio sopracitato è diventato oramai virale e viene continuamente condiviso. L’esca per gli ignari italiani, che da inizio 2019 hanno ricevuto il messaggio, è costituita da buoni spesa o da una vincita di 150€ promessi della nota catena di supermercati Conad.

Sono sempre i dati sensibili a far gola ai malintenzionati

Sono migliaia gli utenti che hanno ricevuto questo messaggio tramite WhatsApp negli ultimi giorni. Anche se apparentemente il messaggio è allettante, non bisogna cedere alla tentazione, perché è ovviamente una truffa che mette a rischio i dati sensibili degli sprovveduti. Come prevedibile, la società cooperativa Conad è del tutto ignara della faccenda e non è coinvolta con la truffa. Gli imbroglioni sfruttano il nome della nota catena alimentare solo per la sua rilevanza in tutta Italia. La modalità del raggiro sulla nota applicazione di messaggistica, oramai é praticamente standardizzata: arriva un messaggio da un numero sconosciuto, o da un ignaro contatto, promettendo una promozione imperdibile. L’incauto utente viene incentivato a cliccare sul link rilasciato ed a fornire i propri dati.

Un metodo collaudato

Non è la prima volta che accade una cosa del genere. Oramai è settimanale l’appuntamento con truffe WhatsApp che presto diventano virali.
Il messaggio invitante viene spammato a “raffica” nei gruppi e nelle chat private e gli ignari utilizzatori dell’app sono invitati a cliccare sul link associato al messaggio stesso.
Caduti nella trappola, ad accogliere il malcapitato, vi sarà una pagina simile a quella istituzionale Conad, oppure di una delle aziende affiliate alla Conad stessa.
Immediatamente verrà visualizzato un sondaggio con tre domande del tipo: “Quante volte fai la spesa”, “Che giudizio daresti del servizio clienti di Conad?”, “Cosa compri maggiormente quando vai al supermercato?”. Completato il questionario, il sito annuncia la vincita e invita a spedire il messaggio ad altri 20 utenti WhatsApp per poterla ricevere. In alternativa viene spammato in automatico a tutte le chat attive. Gli sfortunati, convinti di ricevere un premio o un buono omaggio, inseriscono i propri dati sensibili che saranno quindi alla mercé degli hacker. Ai più fortunati, non succede nulla, ad altri verrà prelevato denaro dalla ricarica telefonica per  l’attivazione di un abbonamento a pagamento.

Che la peste dilaghi!

Una volta compilato i sondaggio, il messaggio viene automaticamente inviato a tutte le chat e i gruppi attivi sul l’applicazione. In questo modo, gli hacker hanno reso virale il trick, che in poche ore raggiunge migliaia di utenti, grazie ad una reazione a catena. Oltre allo spam, si aprono pagine fasulle con le offerte clickbait dove viene chiesto all’utente di indicare i propri dati personali e sensibili. Nel messaggio inoltre viene citato il possibile regalo che la Conad offrirebbe ai propri clienti per il trentesimo compleanno dell’azienda. “Rispondi al sondaggio e vinci un buono da 150 euro Conad”, recita il messaggio per adescare le vittime.

Le vecchie regole sono sempre quelle giuste

Difendersi da questo tipo di truffe per fortuna è abbastanza facile. Generalmente il testo è creato perfettamente per attirare l’attenzione del lettore ed invogliarlo a collegarsi al link. Spesso, come in questo caso, si utilizzano i nomi di grandi aziende a cui tutti conoscono e di cui, con buona probabilità, si possiede la tessera punti. Tali aziende possiedono già alcuni dei nostri dati e non li chiederebbero di nuovo. Inoltre, nessuna primaria azienda invia promozioni o propone regali tramite WhatsApp, preferendo l’utilizzo dei canali ufficiali. Combattere questo tipo di truffa è semplice, basta ignorare e cestinare il messaggio ed avvisare chi apparentemente ha inviato il messaggio sospetto.

Avatar
Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.