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Chi è Chris Messina e come ha pensato l’hashtag # 

A volte le rivoluzioni cominciano da un solo carattere: un semplice tasto da spingere sulla tastiera del computer o telefono. Chris Messina è uno sviluppatore, ma soprattutto quello che oggi si definisce un tech evangelist (persona che cerca di costruire una massa critica a sostegno di una determinata tecnologia, o più spesso di un nuovo prodotto/servizio). Messina lavora prima per Uber e poi per Google, ma il 23 agosto 2007 dà la svolta vera, pubblicando su Twitter la frase: “how do you feel about using # (pound) for groups. As in #barcamp [msg]?”.  Lo scopo di questo ingegnoso signore è identificare tutti i tweet su uno stesso argomento e trovarli più facilmente.

La testimonianza 

«Nel 2006 nacque Twitter – racconta Messina –, e un anno prima l’iPhone. I primi utenti di Twitter pubblicavano i loro aggiornamenti tramite Sms, da cui deriva il classico limite dei 140 caratteri per post. Tanti utenti esprimevano il bisogno di utilizzare Twitter in modo più rilevante, ma le proposte si aggiravano per lo più attorno alla creazione di farraginosi gruppi in stile forum. Io avevo capito che Twitter stava diventando un fenomeno mobile, e realizzai che il modo più semplice per etichettare singoli tweet poteva essere l’aggiunta di un tag con il simbolo del cancelletto (#). Perché proprio questo simbolo? Perché la maggior parte dei telefoni, all’epoca, aveva ancora le tastiere numeriche di plastica, con due tasti che venivano utilizzati di rado: * e #. Nelle chat su internet (IRC), i nomi dei canali avevano il cancelletto come prefisso, quindi mi sembrò una buona idea fondere queste due idee. Da qui nacque la mia proposta originale di chiamare gli hashtag “tag channels”».

Messina non inventa di sana pianta, ma “prende in prestito” dalle prime chat IRC – Internet Relay Chat – e da Jaiku, altra piattaforma di microblogging creata in Finlandia nel 2006 (rilevata da Google nel 2007 ma poi chiusa nel 2012). Fra l’altro, il simbolo # è in uso all’interno dei linguaggi di programmazione dalla fine degli anni ’70. Inserendo l’# davanti a una parola, sarebbe stato possibile categorizzare i messaggi con quel tag, escludendo invece gli altri che contenevano solo la parola, proprio come si usava fare su IRC.

L’evoluzione di Twitter

Twitter – lanciato meno di un anno prima da Jack Dorsey, Noah Glass, Biz Stone ed Evan Williams – non recepisce subito l’intuizione di Chris Messina. Uno dei fondatori lo ammonisce: «Queste sono cose per nerd, non avranno mai presa sul pubblico». Invece, pochi mesi dopo, durante i terribili incendi nella regione di San Diego, Nate Ritter (imprenditore nel settore ICT) dà aggiornamenti preceduti dal tag #sandiegofires, che diventa popolarissimo in California. Due anni dopo Twitter rende i tag cliccabili e indicizzabili, in occasione delle elezioni presidenziali del 2009 in Iran. L’anno successivo un’ulteriore innovazione: i Trending Topics, ovvero la lista aggiornata in tempo reale dei tag più utilizzati sulla piattaforma.

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I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.