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Ritorna la Lira italiana, ma la fu banconota di carta resta un ricordo lontano nel tempo. Parliamo infatti di una nuova criptovaluta, un progetto che si sviluppa a partire dalla blockchain di Ethereum e che rievoca parecchie nostalgie dei tempi passati.

Nessuna commissione e limiti all’inflazione

ITL Lira italiana, si chiama, ed è stata lanciata da un gruppo di sviluppatori che hanno origine in cinque paesi differenti, ma il cui nucleo è condiviso tra Italia e Stati Uniti. L’idea è quella di dar vita a un sistema di pagamento che sia indipendente dai corsi monetari di stato ed estraneo alle regolamentazioni governative. Nulla di particolarmente nuovo, in realtà, rispetto alla immensa galassia delle criptomonete, anche se alcuni elementi di rottura ci sono: il più importante, per esempio, è l’assenza totale di commissioni per il suo utilizzo. Gli sviluppatori, inoltre, comunicano di aver lavorato a lungo tanto sui sistemi di sicurezza quanto sui rischi di “inflazione”. La produzione del token potrà raggiungere un tetto massimo di cento miliardi di unità, che secondo i promotori del progetto saranno prodotte entro il 2032.

Il mercato

Le piattaforme che hanno aderito al mercato di questa nuova criptovaluta sono tra le più note e autorevoli e questa è già una garanzia. Tra queste spiccano Stocks, Token Store, Exchange e ForkDelta. Dovrebbe arrivare a breve, invece, il lancio della piattaforma web dedicata, su cui ottenere informazioni precise e aggiornate sul listing e sulle vendite, mentre a partire dai primi mesi del 2019 dovrebbe iniziare la distribuzione ai clienti e la diffusione delle applicazioni per effettuare i pagamenti via smartphone. Dalla roadmap diffusa negli scorsi giorni si apprende che entro il 2021 dovrebbe essere a disposizione la distribuzione dei POS, che sarà basata sulla tecnologia wireless Blockchain, mentre il 2023, con lo sviluppo dei sistemi di pagamento via wireless e l’apertura di una rete di uffici nei cinque continenti, segnerà l’ultima tappa del percorso.

Passato e futuro

Difficile dire ora quale sarà il destino di questa criptomoneta made in Italy. Certo è che sono passati sedici anni dall’entrata in vigore dell’Euro e dall’uscita del vecchio conio dal mercato, ma molti italiani sono piuttosto nostalgici delle vecchie banconote. Anche dal punto di vista dell’immagine – che sembra essere il cardine dell’operazione, considerando anche l’enorme concorrenza delle centinaia di criptomonete che si sono sviluppate in questi anni, gli sviluppatori sembrano aver voluto rendere omaggio all’antica moneta. La prima lira infatti, coniata a Firenze nel lontano 1860, presentava sul dorso una scritta ch ricorda molto il logo di quella che aspira a essere la criptomoneta per eccellenza del belpaese, e che a quella tradizione, e forse proprio a quella scritta, richiama esplicitamente: “ITL, Lira Italiana”.