L’Italia nel Privacy Sweep. Un’indagine sulle norme per la privacy

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Si chiama Privacy Sweep, ed è un’indagine che coinvolge le Autorità Garanti di tanti paesi dell’Unione Europea. Uno strumento fondamentale dopo l’entrata in vigore di un provvedimento intra-nazionale come il Gdpr.

È stata avviata ieri, sotto il nome Privacy Sweep 2018, l’indagine internazionale coordinata dalle autorità continentali in campo di Data Protection. In particolar modo l’indagine si concentrerà sul principio di responsabilizzazione (la cosiddetta accountability), che il GDPR ha introdotto tra le maglie delle differenti legislazioni europee.

Un’analisi per verificare il rispetto delle norme

È stato il Garante per la Privacy del nostro paese a comunicare la partenza del processo, specificando che non si tratta di un’iniziativa nazionale, ma di una indagine coordinata dal Global Privacy Enforcement Network (GPEN), la rete internazionale che ha il compito di rafforzare la cooperazione tra le differenti autorità per la privacy dei singoli paesi. L’indagine prenderà in analisi le misure adottata dai titolari e dai responsabili del trattamento dati, “per garantire e dimostrare” il rispetto delle nuove norme, nonché degli standard fissati dall’Unione Europea sulla delicata materia della protezione dati.

Il Gpen è una rete globale che si occupa di analizzare l’applicazione delle norme in materia di privacy, e allo stato attuale vede partecipanti ben sessanta Autorità di tutto il mondo. Nato nel 2010, su spinta dell’OCSE, l’ente ha lo scopo di promuovere una cooperazione internazionale sul tema privacy, un obiettivo ancora più importante oggi che tutti i paesi dell’Unione adottano uno stesso provvedimento, il Gdpr, che presuppone anche una serie di strumenti di controllo comuni.

Una indagine “a tappeto”

All’indagine partecipano in totale diciotto autorità di diciotto paesi del mondo, e durerà oltre un mese (i risultati saranno pubblicati il prossimo novembre), arco di tempo in cui verranno effettuate delle ricerche “a tappeto” (appunto sweep). È lo stesso metodo di altre indagini messo in atto di concerto tra le differenti Autorità, su temi come le informative privacy sui siti web e le app per la telefonia mobile, ma anche per quanto concerne l’Internet of things e i servizi on line destinati ai minori.

Per ciò che riguarda il nostro paese, il Garante ha specificato che l’azione sarà concentrata in primo luogo sulle modalità adottate dalle Regioni e dalle Province autonome, oltre che sulle loro società controllate. Tutti organismi quindi che gestiscono una importante mole di dati, trattandoli per compiti e utilità di pubblico interesse.