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La Cesi, da decenni ormai, si occupa di monitorare e studiare i fulmini nel nostro Paese attraverso tecnologie sofisticate

Non tutti consideriamo che ogni giorno, il cielo del nostro Paese è attraversato da centinaia di fulmini. In realtà, le quantità registrate sono ben al di sopra di quanto ci aspettiamo: basti pensare che solo nel 2017 sono stati registrati ben 1,5 milioni di lampi solo in Italia.

Lo studio dei fulmini

Quello che sicuramente pochi di noi sanno è che ci sono persone che monitorano e studiano costantemente i fulmini. Ma chi sono e a quale scopo lo fanno? Gli studiosi di fulmini sono ingegneri e fisici che lavorano presso la Cesi, un’azienda di ingegneria che si occupa del settore energetico a Milano. I turni di lavoro sono organizzati per coprire l’intero arco della giornata, in modo tale da non lasciare mai scoperte le osservazioni, per cui l’azienda è attiva 24 ore su 24. Lo scopo è quello di monitorare sulla sicurezza dei cittadini e di limitare al massimo eventuali danni economici.

L’oggetto di studio della Cesi

In particolare, quando un fulmine colpisce il suolo emette un campo elettromagnetico, che tende a propagarsi dall’atmosfera sino alla crosta terrestre. L’obiettivo della Cesi è quello di captare proprio questi campi elettromagnetici grazie ad appositi dispositivi distribuiti in tutto il territorio italiano. Chiaramente, i dati vengono scambiati anche con gli altri Paesi Europei, che dispongono di analoghe strumentazioni.

Grazie a questi studi è stato possibile raccogliere i dati sui fulmini dal 1994 ad oggi, offrendo dunque la possibilità di analizzare e studiare questi fenomeni nel corso del tempo.

La tecnologia alla base della strumentazione per la rilevazione dei fulmini

La strumentazione che consente di analizzare i fulmini risulta essere molto complessa e sofisticata. Nello specifico, sono due i dati che vengono registrati dai sensori: il tempo in cui si è manifestato il fulmine (tempo assoluto) e la forma d’onda del segnale elettromagnetico (l’ampiezza massima). Le strumentazioni, tra l’altro, consentono di elaborare queste informazioni in pochissimi secondi e attraverso questi dati, inoltre, è possibile anche stimare valutazioni di rischio per persone e cose.

Gli studi della Cesi

Una volta raccolti i dati, la Cesi si occupa di riprodurre simulazioni di fulmini, per valutare le loro scariche elettriche e dunque gli eventuali danni che potrebbero apportare a materiali ed impianti.

Chi sono gli utenti interessati a questi dati?

Gli utenti interessati a questi dati sono effettivamente moltissimi. In primis coloro che gestiscono le reti elettriche, gli operatori energetici e le società di trasporto (ferroviario ed aereo). Anche le assicurazioni si occupano di analisi di questo tipo in relazioni ai risarcimenti per danni elettrostatici oppure sovraccarichi. Infine, gli utenti della meteorologia che si occupano di valutare i fulmini da un punto di vista temporalesco oltre che, chiaramente, la Protezione Civile e le Forze dell’Ordine in casi di allerta meteo o condizioni di rischio per persone o cose.