Al Mann "Luoghi della cultura digitale"
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“Luoghi della cultura digitale” è il titolo di una manifestazione a livello nazionale dedicata alla riflessione sul binomio patrimonio culturale e nuove tecnologie. Tra gli enti coinvolti, anche l’Archeologico di Napoli

Archeologia e nuove tecnologie sempre più “a braccetto” in una delle strutture più importanti, a livello culturale, della città di Napoli. Si è tenuta nella mattinata di martedì 9 ottobre al Mann “Luoghi della cultura digitale”, manifestazione organizzata da PIN (Polo Universitario Città di Prato) e ICCU (Istituto Centrale per il catalogo unico e le informazioni bibliografiche) che vede coinvolti diversi musei ed istituzioni del Belpaese in una comune riflessione sulla valorizzazione del patrimonio culturale “nell’era di Internet”.

L’intervento del direttore del Mann, Paolo Giulierini

A fare gli onori di casa è stato il direttore del Mann, Paolo Giulierini, con il suo intervento di benvenuto rivolto al pubblico ed ai relatori: “Il Mann non poteva mancare a questo grande appuntamento, come “Luoghi della cultura digitale”, dedicato ad una riflessione sull’uso delle nuove tecnologie in campo culturale. A tal proposito – ha proseguito Giulierini- sono lieto di annunciarvi che a luglio 2019 sarà inaugurato nel nostro museo il nuovo polo tecnologico pompeiano, ovvero una sezione in cui approfondiremo il tema della tecnologia nel mondo antico attraverso una serie di ricostruzioni tridimensionali e digitali. Il tutto sarà reso possibile grazie ad una collaborazione avviata con il Museo Galileo Galilei di Firenze. Questa – ha poi concluso Giulierini – sarà solo una delle tante relazioni che stringeremo con istituzioni, come quelle scientifiche, un tempo considerate lontanissime l’una dall’altra”. Altra grande idea proposta al pubblico dal comitato scientifico del Mann è la creazione di un “passaporto digitale” del reperto archeologico: al suo interno, non saranno solo riportate le notizie tecniche, relative ad esempio al luogo di ritrovamento o alla sua datazione, ma anche informazioni sul museo e sulla città che lo ospitano; una strategia, questa, assolutamente innovativa che contribuirà senz’altro ad accrescere l’interesse da parte dei turisti.

Dal progetto OBVIA a “Father and Son”…

“Luoghi della cultura digitale” si è rivelata come una preziosa occasione per presentare e ribadire, per quanti già ne fossero a conoscenza, le iniziative messe in atto dal Mann in questi ultimi anni per la promozione delle sue collezioni mediante le nuove tecnologie. A partire, ad esempio, dal progetto OBVIA che ha visto la sua nascita in seguito alla presa di coscienza dei gravi danni che possono arrecare al patrimonio archeologico tanto l’incuria dell’uomo quanto l’azione degli agenti atmosferici. In particolare, il dottor Davide Maria Caranda, uno dei curatori del progetto a livello informatico, ha posto come esempio il crollo della Schola Armatorarum di Pompei, il cui aspetto si sarebbe potuto conservare ancora oggi, seppur digitalmente, attraverso una normale scansione 3D. I risultati del progetto OBVIA sono sotto gli occhi di tutti: dagli ologrammi della collezione Egizia alla riproduzione a terra del mosaico della battaglia di Alessandro; dall’applicazione dedicata all’affresco di “Didone abbandonata” alla vivificazione dei musici raffigurati in un noto pannello a mosaico pompeiano.

“Se oggi il Mann ha conseguito importanti risultati nella dialettica tra archeologia e nuove tecnologie, il merito va senz’altro individuato nella redazione di un piano strategico, come quello relativo al periodo 2016-2018 – ha affermato il prof. Ludovico Solima, professore associato di “Management delle imprese culturali presso l’Università Luigi Vanvitelli – In esso, infatti, si è posto come obiettivo principale il raggiungimento dell’accessibilità per il pubblico, dal punto di vista economico, fisico, cognitivo ed ovviamente anche digitale”. Nell’ambito di questo programma il Mann ha saputo inserire operazioni promozionali di grande rilievo, come quella del videogame “Father and Son”, mai creato da nessun altra istituzione museale al mondo: “Father and Son è stato concepito come una narrazione volta ad informare il pubblico circa le opere più belle presenti nelle tre fondamentali collezioni del Mann (cioè Egizia, Farnese e Pompeiana), invogliandolo così successivamente ad una reale visita attraverso le riproduzioni virtuali degli ambienti interni, dei cortili e delle zone limitrofe. Un invito, quello a visitare il museo – ha sottolineato Solima – che è rivolto anche agli stessi napoletani per i quali si sta pensando ad una possibile versione di Father and Son in dialetto!”.

Obiettivi nell’immediato futuro

Infine, nel corso di “Luoghi della cultura digitale”, sono stati delineati alcuni degli obiettivi che saranno perseguiti dal Mann nell’immediato futuro: la creazione di videomapping incentrati su alcune famose opere; la riproduzione digitale delle originarie cromie caratterizzanti statue e bassorilievi attraverso il proseguimento del progetto Mann in Colours (https://www.psbprivacyesicurezza.it/mann-in-colours-rivive-la-policromia-di-antiche-statue/); l’elaborazione di una guida digitale per ragazzi DSA (ossia con Disturbi Specifici di Apprendimento) e la riproduzione virtuale di alcune statue della Collezione Farnese, come il noto Ercole, nel loro originario contesto rappresentato dalle Terme di Caracalla.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.