Manifestazione di protesta dei bengalesi a Napoli
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Ieri mattina c’è stata una imponente manifestazione antirazzista di bengalesi a Napoli. A Sant’Antimo un bengalese è stato gravemente ferito

Dopo una serie di atti di violenza, nei quali a fare da vittima sono stati esponenti della loro comunità, i bengalesi hanno deciso di dire basta ai soprusi e hanno indetto una manifestazione al fine di tutelare i propri diritti.

La manifestazione di Napoli

La manifestazione di protesta è partita da Piazza Garibaldi per terminare in Piazza del Plebiscito. In quest’ultima piazza c’è stato un sit-in svoltosi di fronte al Palazzo della Prefettura. La marcia, organizzata da Bangladesh Associazione Napoli, è stata scortata dalle forze dell’ordine lungo tutto il tragitto.

I partecipanti non sono giunti solo da Napoli, visto che autobus sono giunti anche da Palma Campania.

Roton Kalak e la sua drammatica vicenda

Tra i presenti vi era anche Roton Kalak, il venditore ambulante che è stato aggredito e ferito da una baby gang in via Santa Lucia quest’estate, ad agosto. In quella terribile occasione è stato fatto anche oggetto di lanci di pietre.

Per tutto il tempo i numerosi bengalesi presenti hanno scandito queste parole “Basta razzismo, basta violenze”. Uno striscione recava scritta questa frase: “Diritti, Umanità, solidarietà, pace e convivenza“.

La CGIL Campania affianco dei bengalesi

La CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) Campania non ha lasciato la comunità bengalese da sola. Nel corteo si trovava anche Jamal Qaddorah, responsabile immigrazione CGIL Campania.

Bengalese accoltellato a Sant’Antimo

Proprio ieri mattina, durante la marcia, un uomo di 31 anni originario del Bangladesh è stato accoltellato 4 volte all’addome. Il grave fatto di cronaca è occorso a Sant’Antimo, Provincia di Napoli. Il ferito si trova all’Ospedale Antonio Cardarelli e sembra che non sia in pericolo di vita. In queste ore sarà sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, rimanendo in prognosi riservata.

A Sant’Antimo la caccia al colpevole è aperta.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.