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Allarmi, preoccupazioni ed incertezze

Non parlare al conducente”, è il visibile l’ammonimento che imporrebbe di non distrarre l’autista alla guida di un mezzo pubblico. Sulle vetture delle linee tramviarie di un tempo, si poteva anche leggere “E’ vietato al manovratore di parlare”.

In questa realtà risulta difficile, per analogia, non parlare al guidatore e il fatto che, tuttavia, lo stesso parli non incute sollievo. Anzi; non gli si può parlare e non si riesce a comprenderlo quando parla.
Da “Ponderosa” a “Poderosa”; da di “Aprile” a quello di “Maggio”; da non “non si è capito molto” al “Rilancio”, ma appena se ne è appalesata l’opportunità, riecco spuntare la “Poderosità”.

Poderosa collaborazione Istituzionale” è stata definita dal conducente – o manovratore se più aggrada – il reciproco sostegno tra le Regioni ed il Governo Centrale.
Sarà, ma proviamo a comprenderne i meandri.

In attesa della “Bollinatura”

Prima che pervenga alla firma del Colle, il decreto “Rilancio” deve essere “bollinato”; in pratica si tratta di inserire una sillaba, la “na”, ad un effetto che stiamo provando, un po’ tutti, nella nostra intima convinzione. A fine estate, probabilmente, abbandoneremo l’acqua per passare all’olio ed essere, ciascuno, definitivamente, fritto.

Intanto, tra commi, rinvii a leggi, afferenze a precedenti provvedimenti, si è trovato il modo di inserire l’allargamento di  un consiglio di amministrazione (da tre a cinque) per “bilanciare” eventuali, o forse indispensabili,  “cessioni”  dalla parte degli ormai  “pentaspuntanti”; anche l’ex compagnia di bandiera ha tratto beneficio e, come se il tutto non fosse già abbastanza, da imprenditoria che produce qui, elabora altrove, analizza chissà dove e ha sede nei Paesi Bassi (ovviamente per convenienze fiscali), si “bussa” a danari.

Come a dire “trinca ca vene pesante”, equivalente – per i non adusi alla lingua madre – a “non importa quanto devo aspettare, ma l’importante è che l’attesa dia frutti buoni”.

Le incertezze vissute come uniche certezze

L’allarme è alto, i timori smisurati, le paure incontrollate, ma ci assiste una buona dose di speranza, insita in noi stessi; d’altra parte se ne difettassimo non potremmo intendere un persistente “Potrà essere rilevata la temperatura, impedendo l’accesso sopra i 37,5 gradi”.

Insomma, per farla breve, non è un obbligo, ma un’eventualità; quindi dobbiamo sperare che – come certamente finirà per essere – chi frequenta gli stessi luoghi, che ci accingiamo a frequentare tutti, non sia affetto da febbre oltre quanto citato.

Ristoranti, lidi balneari, strutture ricettive, barbieri, parrucchieri, luoghi dove si espletano servizi alla persona, palestre, musei, biblioteche, tutti con “Potrà essere rilevata …ecc. ecc. “.
Della serie: “Mi non so, mi son foresto”, per non far torto al precursore di “Apriamo tutto dal 18 maggio”.

Si teme, da parte della filiera imprenditoriale (già oltremodo allo stremo),  la rigidità delle linee guida sulle attività, e, quindi, di subire le ripercussioni del notevole aumento dei costi gestionali ed il sicuro calo dei profitti.
Le ansie non mancano seppure sotto il profilo squisitamente legale; il tema della responsabilità penale è assai incipiente, nella imminente fase, a partire da domani, lunedì 18 maggio.

La poca chiarezza e la grande onerosità degli adeguamenti, restano un connubio assai complicato da coniugare; i sostegni materiali sono ancora attesi, l’angoscia di non riuscire ad arrivare all’estate è palpabile e, inoltre, l’effettiva contezza dell’esaurimento emergenziale è più di un ragionevole dubbio.
All’orizzonte ci sta il nodo MES, condizionalità ed emergenza non sembrano andare molto d’accordo, ma pare che non si profilino vincoli di maggioranza.

Il tutto appare abbastanza nebuloso, ma noi siamo ottimisti e speranzosi; come non esserlo davanti a un  “Potrebbe essere rilavata la temperatura, impedendo l’accesso sopra 37,5 gradi”.

Come sempre, oggi più che mai, auguri a noi.

 

Raimondo Miele