Maracanazo
Il Maracanazo è, ancora oggi, un pensiero fisso per i brasiliani
adv

La sconfitta ai Mondiali del 1950 sarà sempre ricordata come il Maracanazo, una vera e propria tragedia per i brasiliani

Il termine Maracanazo si riferisce alla sconfitta contro ogni pronostico del Brasile contro l’Uruguay, il 16 luglio 1950, al Maracanã di Rio de Janeiro. Il termine prende spunto proprio dallo stadio brasiliano.

Nulla di strano, si direbbe, nelle competizioni sportive si vince e si perde anche contro qualsiasi pronostico, ma in Brasile quest’evento fu vissuto come una vera e propria tragedia.

Maracanazo: l’origine del disastro brasiliano

I Mondiali, in quell’anno, furono assegnati proprio al Brasile. La nazionale verdeoro avrebbe goduto del supporto del proprio pubblico e la giusta occasione per aggiudicarsi il primo titolo di campione del mondo di calcio. Ricordiamo che dopo la Seconda Guerra Mondiale, numerosi paesi non presero in considerazione l’idea di organizzare una competizione del genere.

Oltre che giocare in casa, il Brasile aveva sicuramente la squadra con il più altro tasso tecnico e questo dava molta fiducia sulla vittoria finale. Dopo una trionfante vittoria in Coppa America, dove aveva travolto tutti gli avversari, compreso l’Uruguay (5-1), c’era molta speranza.

L’inizio dei Mondiali fu entusiasmante per i padroni di casa, passarono il girone e molte squadre tra le favorite alla vittoria finale, come l’Italia e l’Inghilterra, furono eliminate.

Alla vigilia dell’utlima contro l’Uruguay, i brasiliani già stavano festeggiando. In tutto la nazione, furono vendute oltre 500mila magliette con la scritta Brasil campeão 1950 (Brasile campione 1950). La Federcalcio brasiliana consegnò un orologio d’oro a ciascun giocatore della nazionale con incisa la dedica “Ai campioni del mondo”.

Maracanazo
Il Maracana ristrutturato per i mondiali del 2014

Maracanazo: la tragedia sportiva

Nel giorno dell’ultima partita, la stampa brasiliana uscì con titoli celebrativi: “O Brasil vencerá” (Il Brasile vincerà), “A Copa será nossa” (La Coppa sarà nostra), Estes são os campeões do mundo (Questi sono i campioni del mondo).

Ben presto si accorsero che non sarà così. Il Maracanazo maturò nella gara decisiva del girone finale della quarta edizione dei Mondiali di calcio, che assegnò all’Uruguay il suo secondo titolo di campione del mondo. La partita finì con il risultato di 2 a 1 per la Celeste che festeggiò in un clima surreale.

Ma perché si parla di tragedia? E come mai se ne parla ancora dopo tanti anni? Quando l’arbitro fischiò la fine, sugli spalti, decine di persone vennero colte da infarto (si parla addirittura di dieci morti e di due spettatori suicidatisi gettandosi dalle tribune). Il silenzio dello stadio era spezzato dal suono delle ambulanze accorse al Maracanã in soccorso dei numerosi spettatori che avevano lamentato un malore.

Il Brasile proclamò tre giorni di lutto nazionale. Molte persone in tutto il Paese, chi per la delusione, chi perché aveva perso tutto scommettendo i propri averi sulla vittoria della Seleção, si tolsero la vita: si contano in totale 34 suicidi e 56 morti per arresto cardiaco in tutto la nazione.

I mondiali successivi

Sembra tutto assurdo per un evento sportivo, ma abbiamo imparato negli anni che il calcio in Brasile è qualcosa che si avvicina molto alla fede. Nonostante questa delusione, la nazionale si riprese alla grande negli anni successivi, vincendo ben 5 coppe del mondo (è la squadra con più titoli Mondiali).

Il ricordo, però, è sempre vivo e si è riproposto nei penultimi Mondiali, nel 2014, giocati proprio in Brasile, dove la squadra verdeoro perse in semifinale per 7 a 1 contro la Germania e il termine Maracanazo tornò nuovamente in auge per criticare aspramente giocatori e tecnico.