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Al Parco Verde di Caivano si terranno oggi le esequie di Maria Paola Gaglione 

I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio, 15 settembre, a partire dalle ore 16.30 presso la Chiesa di San Paolo Apostolo, nel Parco Verde di Caivano. Officerà don Maurizio Patricello, il prete assurto a simbolo della lotta contro la Terra dei Fuochi.

Come riferisce l’ANSA, la salma di Maria Paola Gaglione giungerà in chiesa alle 16.00.

La morte incomprensibile di Maria Paola Gaglione

Maria Paola aveva tutta la vita davanti a sé: 20 anni e un amore, quello per Ciro Migliore che durava da tre anni. Erano anche andati a convivere, lontani dalla famiglia di lei che non condivideva il rapporto di amore tra Maria Paola e Ciro.

La famiglia Gaglione non voleva che la ragazza avesse per ragazzo un transgender. Sembra che si sia arrivati, come sostengono sia la madre di Ciro sia lo stesso ragazzo, a minacce e insulti per impedire il prosieguo di una relazione ritenuta “non consona”.
Una situazione non facile, carica di tensione quindi.

La caduta dal motorino

Così nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 settembre è accaduta la tragedia: Michele Gaglione, fratello della ragazza, ha inseguito con il suo scooter il motorino dove si trovavano Ciro e Maria Paola.

Secondo Ciro, Michele avrebbe più volte tentato di far cadere il loro scooter per fermarli, fino alla caduta finale che ha provocato la morte immediata di Maria Paola Gaglione.

Michele avrebbe minacciato di morte Ciro, picchiandolo anche dopo la caduta, mentre quest’ultimo non voleva fare altro che aiutare la fidanzata. Il trentenne fratello di Maria Paola sostiene, invece, che voleva solo parlare con la sorella per farla tornare a casa.

Arresto convalidato per Michele Gaglione

Il GIP del Tribunale di Nola ha convalidato ieri l’arresto di Michele Gaglione perché l’indagato non ha dimostrato capacità di “controllare le proprie pulsioni aggressive”, anzi dimostrerebbe “un’accentuata pericolosità sociale, indice di elevato e attuale pericolo di recidiva“.

L’azione violenta portata avanti dall’uomo sarebbe stata motivata “dal solo intento di spezzare quel legame affettivo che non riusciva ad accettare“, un gesto rivelatore “di uno scarso senso di civiltà e di rispetto nei confronti altrui e di disdegno avverso ogni regola confliggente con il proprio pensiero“.

La Giustizia farà il suo corso, quello che è certo è che questa immane tragedia è nata dall’incomprensione e dalla mancanza di empatia verso il prossimo.

 

Alessandro Maria Raffone