Elisa Pomarelli
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La morte orribile di Elisa Pomarelli ha ancora dei punti da chiarire. Solo Massimo Sebastiani può chiarire tutta la vicenda

Cosa è accaduto realmente l’ultimo giorno di vita di Elisa Pomarelli? Come ha potuto Massimo Sebastiani uccidere la sua amica? A queste domande può rispondere soltanto il carnefice, il lupo travestito da agnello.

L’inchiesta de Il Piacenza

A svelare la dinamica di quanto accaduto è stato, grazie al meticoloso lavoro di inchiesta della giornalista Emanuela Gatti, il giornale Il Piacenza. Il nucleo centrale di tutta la vicenda risiede in un range temporale molto ristretto: dalla mezza circa alle 14 e 30.

Le telecamere, in questa vicenda, hanno un ruolo molto importante. Prima di tutto le immagini raccolte mostrano i due in macchina a Ciriano, frazione di Carpaneto Piacentino. Elisa ha il braccio che sporge dal finestrino.

Tra l’una e le due del pomeriggio mangiano al ristorante, per poi spostarsi a casa di Sebastiani. Le ultime immagini di lei viva ci mostrano una ragazza sicura di se, all’oscuro di quanto stava per accadere. Entrata nel pollaio del suo falso amico, ne uscirà morta dieci minuti dopo. A trasportarla in un altro luogo sarà proprio Massimo Sebastiani.

Il movente dell’omicidio

I due amici facevano dei lavoretti insieme, per guadagnare qualcosa da reinvestire in nuove attività. La 28enne stava imparando ad arare i campi, a guidare il trattore, in pratica a vivere appieno la campagna. In una lettera, inviata il 3 settembre a Silvio Perazzi, spiega che avrebbero litigato a causa di una busta. Mostrandogliela, Elisa avrebbe affermato che se tutto fosse andato secondo i piani si sarebbero anche potuti vedere di meno.

Quest’ultima frase avrebbe scatenato l’ira e la gelosia del 45enne portandolo a strangolare la sua amica.

Sono ancora molti i punti da chiarire in questa vicenda dai contorni ancora molto complessi.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.