Matera 2019
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Il progetto Matera 2019, nato nel 2014 con l’ok alla candidatura a Capitale Europea della Cultura, è stato attuato attraverso una grande sinergia tra tutti i soggetti coinvolti

In una recente intervista al quotidiano “Il Sole 24 Ore”, il Project Manager Supervisor della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Agostino Riitano, ha spiegato le strategie ed i processi che hanno consentito alla città lucana di diventare un modello di rete imprenditoriale

La presenza di una Fondazione alla guida del progetto

Alla base del progetto Matera 2019 è stata predisposta una specifica Fondazione che presiedesse a tutte le fasi necessarie per la sua attuazione, a partire, già, dal dossier di candidatura presentato all’Unione Europea nel 2014. In esso, secondo quanto affermato da Riitano, si è preferito rinunciare all’idea tradizionale di un direttore artistico, optando, invece, per la sperimentazione di un modello-valore, come quello della co-creazione.

Il valore base della co-creazione

Con tale espressione la Fondazione ha voluto mettere in pratica un processo nel quale fossero coinvolti simultaneamente sia i creatori dell’offerta turistico-culturale che il pubblico destinatario. In quest’ottica, pertanto, i temi sono stati scelti in piena sintonia tra tutti i soggetti che hanno aderito al bando di partecipazione: anche questa una scelta molto peculiare, in quanto le aziende e le associazioni culturali di solito aderiscono a progetti nei quali gli ambiti di riferimento vengono già indicati sin dall’inizio. Dall’integrazione di valori quali la responsabilità, la collaborazione, l’economia del dono e l’intelligenza collettiva, sono, dunque, nati percorsi di grande interesse, come la “via del pane”, rivolta alla valorizzazione dell’enogastronomia locale,  e la “poetica della vergogna”, mirante a superare le barriere dell’emarginazione e dell’integralismo.

Anche nella scelta della modalità di finanziamento, il progetto Matera 2019 si è rivelato abbastanza innovativo. Per ogni percorso approvato, la Fondazione ha erogato l’80% del budget previsto per ciascuno di essi, mentre il restante 20% è stato messo a disposizione direttamente dalle imprese e dalle associazioni aderenti. Va specificato, in realtà, come questa loro quota sia stata versata solo per metà in denaro liquido; l’altra parte, infatti, è stata pagata “in natura”, cioè in termini di competenze, risorse umane e strutture messe a disposizione per l’attuazione delle singole iniziative culturali.

Il supporto della Fondazione agli enti partecipanti

Riitano ha poi sottolineato come tutto l’anno 2018 sia stato vissuto all’insegna dei preparativi per il grande evento. La Fondazione, di cui fa parte, ha offerto un prezioso sostegno a tutti i partecipanti del progetto Matera 2019, sia in termini di semplice consulenza che di concreto aiuto economico. Con alcuni voucher, ad esempio, chiamati Go and See, dell’importo di circa 2000 euro, si è data la possibilità ad alcune aziende di effettuare soggiorni all’estero per trovare clienti e partner. I risultati di quest’iniziativa, secondo quanto riportato da Riitano, sono stati molto soddisfacenti: alla rete di Matera 2019 hanno infatti aderito 280 soggetti imprenditoriali stranieri i quali stanno fornendo un ottimo contributo alla crescita dell’economia locale.

Collaborazioni destinate a durare nel futuro

Con Matera 2019, dunque, si è potuto assistere alla nascita di un vero e proprio ecosistema imprenditoriale: un modello replicabile anche in altri luoghi e contesti, nel quale ogni realtà partecipante ha la consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo, necessaria per affrontare le sfide del presente e del futuro.

Grazie al processo di co-creazione sono state instaurate, con alcuni partner esterni, collaborazioni che quasi certamente proseguiranno anche al di là del progetto Matera 2019. Tra questi, in particolare, emergono due realtà prestigiose della città di Napoli, come il Teatro San Carlo, che metterà in scena nei Sassi la “Cavalleria Rusticana”, ed il Teatro Stabile Mercadante, con il quale saranno organizzati saggi di danza contemporanea.

Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.