Il Mausoleo di Alicarnasso, argomento odierno di Pillole di archeologia (fonte Fidelity Viaggi-Fidelity House)
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Il Mausoleo di Alicarnasso fu un grande monumento funerario eretto intorno alla metà del IV secolo a.C. per custodire le spoglie di Mausolo, satrapo della regione della Caria

L’opera, di cui ci occupiamo nella puntata odierna di Pillole di archeologia, è la sesta delle sette meraviglie del mondo antico.

Il Mausoleo di Alicarnasso, tomba di un ricco satrapo

Ancora oggi, per definire una tomba di particolare imponenza, siamo soliti ricorrere al termine Mausoleo. La parola, infatti, fu coniata per indicare il monumento funerario del satrapo della Caria, Mausolo. Fu sua sorella, nonché moglie, Artemisia a commissionarlo negli anni tra il 353 ed il 350 a.C. nella capitale di questa regione dell’impero persiano: Alicarnasso, il cui sito si colloca al di sotto dell’odierna città turca di Bodrum. Sfortuna volle che un terremoto, nel XIV secolo, distrusse tale opera ma non di certo il suo ricordo nelle generazioni future.

Informazioni in merito alle dimensioni del Mausoleo di Alicarnasso ed agli artisti che lo realizzarono provengono dalla Naturalis Historia, dello scrittore romano Plinio il Vecchio. Il monumento, progettato dall’architetto Piteos, aveva una base a pianta rettangolare: i lati nord e sud erano lunghi 63 piedi, vale a dire poco più di 18 metri. Pur dichiarando di non conoscere le misure esatte degli altri lati est ed ovest, Plinio sostiene che il perimetro complessivo del monumento era di 440 piedi, circa 130 metri.

Cinque scultori al lavoro per il Mausoleo

Alto 25 cubiti, cioè 11,10 metri, il Mausoleo di Alicarnasso era caratterizzato dallo pteron, un colonnato formato da 36 colonne, collocato nella sua parte sommitale. Qui, all’interno di una sorta di tempietto, furono deposte le ceneri del satrapo Mausolo. Per quanto riguarda gli scultori che presero parte ai lavori del monumento, Plinio il Vecchio è molto chiaro nel definirne i nomi e le parti che ciascuno di essi eseguì: “Skopas scolpì il lato est, Briaxis il lato nord, Timotheos il lato sud e Leochares quello ovest”.

Per decorare il Mausoleo di Alicarnasso furono chiamati famosi scultori dalla Grecia (fonte Il Mondo di Roccioso)

Secondo quanto si legge nella Naturalis Historia, nonostante l’improvvisa morte di Artemisia, i quattro artisti greci proseguirono i lavori. Essi ritenevano, infatti, che il Mausoleo di Alicarnasso avrebbe conferito notevole gloria alla loro carriera. In effetti, Plinio il Vecchio cita anche un quinto scultore, un certo Piti, il quale avrebbe realizzato una quadriga collocata sopra la cuspide piramidale poggiante sullo pteron.

Ricostruzione 3D a cura di Budget Direct

Grazie agli scavi archeologici, sono riemersi alcuni frammenti delle decorazioni scultoree del Mausoleo di Alicarnasso.Tali reperti, custoditi oggi al British Museum, corrispondono ai cavalli della quadriga posta sulla sommità del monumento, ad un uomo e ad una donna (forse lo stesso Mausolo con Artemisia) ed alcune lastre a bassorilievo che si estendono sui quattro lati del basamento. In una di esse, si è riconosciuta chiaramente un’Amazzonomachia.

Per quanto esigui, comunque, questi rinvenimenti, insieme ai risultati di studio condotti dagli archeologi nei decenni scorsi, hanno consentito di ricostruire virtualmente la tomba monumentale in maniera abbastanza verosimile. L’iniziativa in questione è stata sostenuta dal punto di vista finanziario dalla compagnia assicurativa Budget Direct.

Opere che emulano il Mausoleo

Infine, tra i più noti monumenti che si sono ispirati al Mausoleo di Alicarnasso, ricordiamo già nell’antichità le tombe degli imperatori Augusto ed Adriano (quest’ultimo corrispondente all’attuale Castel S. Angelo a Roma) nonchè in età contemporanea due edifici: lo Shrine of Remembrance di Melbourne, dedicato ai soldati australiani caduti nelle guerre del Novecento, e la House of Temple di Washington, sede di una loggia massonica americana.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.