Recensione di Mega Man 11
adv

Capcom non delude, Mega Man 11 regge le aspettative e lega col passato riuscendo a non sembrare anacronistico

 

L’uscita di un nuovo capitolo di una saga storica è sempre una prova da non sottovalutare. Le aspettative sono altissime, come altissimo è il rischio di vederle deludere. I motivi possono essere molteplici: mancanza d’ispirazione, tempi che cambiano e vecchie glorie che non tengono il passo delle nuove tecnologie. È quello che potremmo chiamare “effetto Winner Taco”: quel gelato che ricordavi come il migliore al mondo, salvo poi ritrovartelo davanti, dopo anni di assenza, dalle dimensioni esigue e dal sapore tutto sommato nella norma. Bene, Mega Man 11 sembra, fortunatamente, aver brillantemente dribblato tutti questi ostacoli.

Something old…

Mega Man 11 non prende le distanze dal suo passato, tutt’altro. Lo stile grafico e le principali dinamiche di gameplay sono rimasti pressochè invariati. C’è la scelta dei livelli, che potranno essere affrontati nell’ordine che più ci aggraderà. C’è la classica boss fight, alla fine di ognuno di questi. Evitato alla grande anche uno dei più grandi ostacoli sul cui muro si sono schiantati tanti remake o nuovi capitoli di vecchie glorie: la difficoltà. Mega Man 11 offre, infatti, tre livelli di difficoltà. I neofiti potranno prendere confidenza con il gioco affrontandolo senza grossi problemi nella modalità facile, mentre già passando alla modalità normale le cose si faranno sensibilmente più impegnative. Solo agli hardcore gamers e agli appassionati di lunga data è, invece, consigliata la modalità difficile, che potrebbe essere causa del sacrificio di un bel po’ di joystick sull’altare dell’ira furibonda, specie durante gli ultimi quattro livelli ambientati nella fortezza di Wily. Anche la grafica è stata perfettamente adattata, restando coerente con il solito stile colorato e cartoonesco ma rinfrescata abbastanza da essere perfettamente al passo coi tempi.

…something new

Oltrepassando il ponte che connette Mega Man 11 con il suo passato vanno, sicuramente, citate un paio di aggiunte davvero ben pensate. In primis avremo la possibilità, tra i vari livelli, di fare una puntatina al laboratorio di Light per investire i bulloni faticosamente guadagnati. Questi potranno essere convertiti in potenziamenti che ci aiuteranno non poco nella nostra esperienza: riduzione dello slittamento sul ghiaccio, sopravvivenza alle cadute mortali, carica automatica del Mega Buster, vite extra e taniche di energia sono solo alcuni degli aiuti che potremo guadagnarci. Sarà possibile, inoltre, salvare il gioco in ogni momento: aspetto da non sottovalutare, quando vorremo riprendere la partita con una sufficiente scorta di vite. La vera novità è poi rappresentata dall’introduzione del Double Gear, invenzione del dr. Wily opportunamente modificata da Light per implementarla nell’armatura del nostro eroe. Grazie a questo nuovissimo gadget potremo rallentare il tempo o aumentare la nostra potenza di fuoco per qualche istante, facendo però attenzione al surriscaldamento dello stesso Double Gear. Un’aggiunta che, se gestita a modo, potrà aiutarci non poco nel corso della nostra avventura.

Mega Man 11 non delude

Mega Man 11, dunque, non può che meritarsi la nostra promozione. L’ultimo capitolo della storica creatura di Capcom coglie perfettamente ciò che i vecchi videogiocatori cercano da un vecchio compagno di giochi, senza per questo negare accessibilità ai più giovani. Strizza l’occhio al passato, ma lo fa con coerenza e senza risultare fastidioso o poco al passo coi tempi. Quando una vecchia gloria dimostra di avere ancora cose importanti da dire non può che far piacere accoglierla, ancora una volta, nel nostro parco giochi.

L’età, certe volte, sembra davvero non contare.

Avatar
Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.