Metro Linea 1: ancora senza Internet e linea telefonica anche nel 2020 (fonte Napoli da Vivere)
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Nella Metro Linea 1 di Napoli sembra destinato a perdurare il problema dell’assenza di connessione Internet e di collegamenti telefonici, nonostante siano previsti per il 2020 nuovi treni muniti di dispositivi wi-fi

Una notizia, questa, non di certo piacevole per gli utenti che ogni giorno viaggiano sui convogli della Metro Linea 1 di Napoli: anche nel 2020, la principale tratta ferroviaria urbana del capoluogo partenopeo sarà priva di connessione Internet e di rete telefonica

Un triste primato per la Metro Linea 1

La Metro Linea 1 di Napoli, se, da un lato, annovera la più bella stazione d’Europa, rappresentata dalla stazione Toledo, dall’altro si contraddistingue per un altro primato, purtroppo negativo: a bordo dei suoi treni così come nelle sue stazioni, non è possibile, ancora oggi, fare una telefonata oppure navigare in Internet.

Il problema, in realtà, è già all’attenzione del Comune di Napoli a partire dal 2015. Proprio nel febbraio di quell’anno, era stato il Sindaco Luigi De Magistris ad annunciare l’approvazione di progetti riguardanti la realizzazione di impianti di telecomunicazione all’interno della Metro Linea 1. Una necessità, questa, avvertita non solo dai cittadini ma anche dagli operatori sanitari e della sicurezza che, con una linea Internet e telefonica funzionante, avrebbero maggiore facilità ad intervenire in caso di incidenti.

Niente Internet, nonostante i nuovi treni in arrivo

Nei mesi scorsi, da Palazzo San Giacomo erano giunte voci rassicuranti circa l’arrivo di nuovi treni per la Metro Linea 1, più veloci, più confortevoli e soprattutto dotati di dispositivi wi-fi. In questi vagoni, che dovrebbero giungere in città verso febbraio 2020 ed entrare in funzione il prossimo autunno, gli utenti non potranno però fare telefonate o navigare sul web. Questo perché nelle gallerie e nelle stazioni della tratta ferroviaria gli impianti di telecomunicazione non sono stati ancora montati.

Situazione di stallo da dicembre 2017

Secondo un accordo pattuito nell’ottobre 2014 con il Comune di Napoli, le quattro principali compagnie di telefonia mobile attive sul territorio italiano (Tim, Vodafone, Wind e H3G) avrebbero dovuto realizzare la rete telefonica ed Internet a proprie spese (in totale, si parlava di 3 milioni di euro), gestendola e manutenendola nell’arco di 9 anni. Inoltre, le società concessionarie avrebbero dovuto pagare al Municipio partenopeo un canone complessivo di 100 mila euro.

Impianti di telecomunicazione ancora assenti nelle gallerie e nelle stazioni della Metro Linea 1 di Napoli (fonte yelp.it)

Tuttavia, poco prima della stipula dei contratti con gli operatori in questione, a dicembre 2017, la Napoli Holding, azienda partecipata comunale che controlla l’Anm, cioè l’ente che gestisce la Metro Linea 1, ha deciso di temporeggiare. Motivo di questa decisione la volontà di effettuare alcune comparazioni con gli analoghi schemi di accordo stabiliti in altre città italiane, come Roma e Milano. Nello stesso periodo, a rimescolare ulteriormente le carte contribuì anche l’intervento di Ciro Maglione, Amministratore Delegato dell’Anm, che suggerì ai vertici di Palazzo San Giacomo l’opzione alternativa della gara d’appalto, con lo scopo, dunque, di affidare la realizzazione e la gestione degli impianti di telecomunicazione non più a quattro ma ad un solo soggetto.

L’appello dalla Commissione Trasporti del Comune di Napoli

Infine, un altro inghippo, che potrebbe emergere nell’introduzione della rete telefonica e di Internet nella Metro Linea 1, è l’aggiornamento dei progetti esecutivi. Nel 2015, ad esempio, erano state escluse dai collegamenti due stazioni ancora non aperte al pubblico (Duomo e Municipio) e le tre sviluppate su viadotto (Frullone, Chiaiano, Piscinola).

Nei giorni scorsi il Presidente della Commissione Trasporti del Comune di Napoli, Nino Simeone, ha lanciato un appello affinché tale situazione possa sbloccarsi positivamente: “Sembra paradossale che da una parte si acquistino nuovi treni, con avanzati sistemi tecnologici e rete wifi, e dall’altra nelle nostre gallerie non ci sia alcuna infrastruttura telefonica”. Simeone auspica, quanto prima, la messa in atto del progetto di esecuzione già approvato nel 2015, per garantire ai napoletani ed ai turisti “un servizio essenziale, anche in termini di sicurezza”.

Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.