Microterremoti potrebbero essere generati dalle onde
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La mareggiata avvenuta nell’ottobre 2018 ha fatto registrare delle scosse sismiche, il Cnr ha studiato questi “microterremoti”

29 ottobre 2018: una forte mareggiata ha fatto registrare alcune scosse sismiche.
Due sismometri, situati a circa 40 km, dell’Università di Padova, hanno riportato i dati su questo tipo di microterremoti.
Il Cnr ha deciso di studiare il fenomeno, di seguito alcune dichiarazioni rilasciate in merito.

C’è il pericolo di una faglia?

Tali fenomeni, uniti alle vibrazioni emesse, sono ben noti: riconducibili alla formazione delle “faglie” come quella di Sant’Andrea in California.
Di seguito la spiegazione di Luigi Cavaleri (Cnr):
Le vibrazioni non sono prodotte, come sembrerebbe intuitivo, dalle onde che frangono sulla costa.
Tale effetto è forte, ma estremamente locale.
Tuttavia, se parte delle onde, nel frangersi a riva, si riflette verso il largo, va a sovrapporsi con quelle di senso opposto.
Generando onde parzialmente stazionarie che, contrariamente alle normali onde di tipo progressivo, sono in grado di sollecitare il fondo con continui impulsi di pressione.
Questo impatto continuo e su ampi spazi, fino a decine di chilometri dalla costa, è in grado di stimolare vibrazioni che si propagano nell’entroterra, generando i microterremoti
“.

Anche in veneto studi sui microterremoti

Prosegue Cavaleri: “l’ultimo anello della spiegazione è la ripida duna sabbiosa che viene artificialmente creata ogni inverno sulla spiaggia del lido per riparare le locali strutture estive.
Raggiunta dall’elevato livello di marea, ulteriormente sostenuto dalle onde frangenti, la duna ha funzionato come riflettore del moto ondoso”
“Ad un anno di distanza – concludendo- la situazione si è ripetuta, con onde meno elevate, ma con un seguito di eventi di durata prolungata nel tempo.
Alla fine di questo tormentato periodo di mareggiate ed acque alte si dovrà indagare se, nuovamente, le vibrazioni del fondo del mare hanno raggiunto l’entroterra
”.