Migranti l'Ong Oper Arms soccorre un nuovo barcone presso Lampedusa
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La nave della Ong spagnola Open Arms ha intercettato un barcone con 55 migranti a bordo, tra cui donne e bambini, a largo di Lampedusa.

Un nuovo barcone carico di migranti è stato intercettato e soccorso, poche ore fa, da una Ong. In questo caso si tratta della nave umanitaria spagnola Open Arms, che ha intercettato l’ennesimo barcone di legno proveniente dalla Libia, carico all’inverosimile di esseri umani. A bardo 55 persone, tra cui 3 donne incinte e 4 bambini. Dopo le vicende legate al caso “Sea Watch” ed al suo comandante Carola Rackete, che tanto scalpore hanno destato nel nostro Paese ed in Europa, sembra che stavolta, per fortuna, tutto stia filando liscio.

Ong Open Arm: l’intervento della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza italiane

L’Ong Open Arms riferisce di aver provveduto a prestare immediatamente tutta l’assistenza necessaria ai migranti e di aver contestualmente contattato tutte le amministrazioni competenti per prenderli in carico. Il barcone si trovava non lontano dall’isola di Lampedusa, ma in zona di ricerca e soccorso (SAR) maltese. Per questo motivo la Ong ha compulsato per prime le autorità marittime dell’isola, ma da La Valletta non sono arrivate istruzioni ad intervenire. Pertanto l’imbarcazione carica di migranti ha proseguito la sua rotta verso Lampedusa, sempre scortata e assistita dalla Ong. Non appena entrata in acque SAR italiane, una motovedetta della GdF ed una della Guardia Costiera sono intervenute prontamente, prendendo in consegna i 55 migranti.

Oper Arms fa sapere di un incontro non propriamente cordiale con l’imbarcazione della Guardia di Finanza italiana. In ogni caso, non c’è stato alcun tipo di incidente. I migranti in condizioni di salute precarie, 11 persone, sono stati portati immediatamente a Lampedusa, dove potranno ricevere le cure del caso in tempi più rapidi. Il barcone era in viaggio già da tre giorni ed in molti erano in condizioni di disidratazione più o meno marcata. A destare preoccupazione, ovviamente, soprattutto i bambini e le tre donne in stato interessante. I rimanenti 44 migranti sono invece diretti in Sicilia, dove saranno dislocati tra le località di Pozzallo e Licata.

Oper Arms e il sequestro del 2018

L’Organizzazione non governativa spagnola Open Arms è già stata al centro delle cronache lo scorso anno. Nel marzo 2018 la Ong, dopo aver recuperato 215 persone in acque internazionali, ebbe un pesante scontro con la Guardia Costiera libica, che pretendeva che gli fossero consegnate le donne e i bambini a bordo. Di fronte al rifiuto dei volontari di Open Arms i libici minacciarono anche di sparare sul personale della nave, prima di decidere di ritirarsi.

Giunta in Italia, a Pozzallo, la nave fu sequestrata dalle autorità italiane ed è stata tenuta in stato di fermo per diversi mesi. La vicenda giudiziaria conseguente al sequestro ha visto una massiccia mobilitazione per la raccolta fondi, simile a quella messa in campo in questi giorni per sostenere la Sea Watch ed il suo comandante. Infine, nei giorni scorsi, Open Arms ha ripreso la via del mare direzione Lampedusa, partendo dal porto di Napoli.