Mike Bongiorno
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In occasione del decennale dalla morte di Mike Bongiorno, ripercorriamo le tappe della sua straordinaria carriera nella televisione italiana

Mike Bongiorno ci lasciava esattamente 10 anni fa, l’8 settembre 2009, all’età di 85 anni, stroncato da un infarto mentre era in vacanza a Montecarlo. Assieme a Corrado e Raimondo Vianello è considerato tra i padri fondatori della televisione italiana, di cui ha scritto pagine indimenticabili durante una carriera durata oltre 50 anni. La sua capacità di rinnovarsi continuamente, senza mai dover rinunciare ad un’immagine positiva e rassicurante, gli hanno garantito una longevità televisiva senza pari. Il suo saluto: “Allegria!” rappresenta un vero marchio di fabbrica.

L’infanzia e l’esperienza della guerra

Nato a New York il 26 maggio 1924 da famiglia italo – americana, venne a stare in Italia già all’età di 5 anni. Erano gli anni della grande depressione e Mike Bongiorno si trasferì con la madre a Torino. Nella città piemontese portò avanti il proprio corso di studi liceali e manifestò un precoce interesse per il giornalismo, collaborando alle pagine sportive de “La Stampa”. L’occupazione tedesca dell’Italia, durante la seconda guerra mondiale, lo costrinse a rifugiarsi sulle Alpi, dove entrò nei partigiani e fu usato come staffetta. La sua formazione bilingue, difatti, lo rendeva perfetto come intermediario con le truppe alleate, che si trovavano nella vicina Svizzera.

Scoperto dalla Gestapo nell’aprile del 1944, scampò alla fucilazione in quanto in possesso del passaporto americano e dunque utilizzabile per uno scambio di prigionieri con le truppe alleate. Dapprima incarcerato a San Vittore, poi trasferito in vari campi di concentramento, fu infine liberato durante uno scambio di prigionieri nel febbraio del 1945.

Ritorno in Italia: il successo di Mike Bongiorno

Nei primi anni successivi alla fine della guerra, Mike Bongiorno ritornò in America, dove riprese a lavorare come giornalista e fu anche speaker radiofonico. Ritornato in Italia nel 1952 come inviato, fu intercettato da Vittorio Veltroni, che gli propose di lavorare per il Radiogiornale. Il 3 gennaio 1954 condusse la prima trasmissione regolare del palinsesto RAI: “Arrivi e partenze”.

Ma fu col gioco a premi “Lascia o raddoppia?” dell’anno successivo che arrivò il grande successo di pubblico. La fortuna televisiva del programma fu tale che persino il grande Totò, nell’indimenticabile “Totò lascia o raddoppia?” usò il famoso format televisivo come cornice del suo film: Mike Bongiorno vi prese parte interpretando sé stesso. Da allora una lunga serie di successi, in particolare le conduzioni al Festival di Sanremo (11 in totale) e “Rischiatutto”, un format da 20 milioni di telespettatori a sera, lanciato negli anni ’70.

L’incontro con Berlusconi e il passaggio alla televisione privata

Nel 1977 fece molto scalpore la decisione di Mike Bongiorno di abbandonare la RAI per abbracciare il progetto di Silvio Berlusconi di lanciare la TV privata. I compensi, garantiti dagli sponsor, salirono vertiginosamente. Il riscontro di pubblico fu pressoché immediato, con il grande successo di “Bis”, “Superflash”, “TeleMike” e, soprattutto, de “La ruota della fortuna”, che condusse ininterrottamente dal 1989 al 2003. Mike Bongiorno accolse anche positivamente la celebre discesa in campo politica del Cavaliere, che sponsorizzò apertamente nel 1994.

Mike Bongiorno è stato anche protagonista di numerosi spot pubblicitari di successo, da quelli per la “Grappa Bocchino” negli anni ’70 fino a quelli più recenti per Infostrada, con il suo grande amico Rosario Fiorello.

Gli ultimi anni e la morte

Nel 2009 arrivò lo strappo con Mediaset che, senza preavviso, non gli aveva rinnovato il contratto. Mike Bongiorno scelse allora di aprire la terza stagione televisiva della sua vita e di approdare alla tv satellitare, firmando con Sky. La morte improvvisa a Montecarlo ha però interrotto il progetto di un nuovo “Rischiatutto”, che sarebbe stato ribattezzato “Riskytutto”.