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Una luna di Saturno simile alla Terra primordiale

Entro il 2026 il nuovo drone lander della NASA partirà verso la luna più grande di Saturno. Una volta arrivato, sarà possibile studiare la struttura chimica di Titano, che assomiglia a quella della Terra primordiale.

Informazioni dalla NASA

Secondo un comunicato della NASA Dragonfly, questo è il nome del lander, è quasi pronto a partire. Il nuovo modello di sonda è un misto tra un lander e un drone e partirà alla volta di Titano, la più grande luna di Saturno, entro il 2026. Impiegherà circa 9 anni per raggiungere la sua destinazione e dalla partenza fino all’arrivo raccoglierà informazioni sulla chimica del satellite, alla ricerca delle condizioni favorevoli allo sviluppo della vita.

Ecco il TWEET di annuncio della NASA

“@NASA: Fly, #Dragonfly, fly! Our next destination in the solar system is Saturn’s largest moon, Titan, where our rotorcraft-lander will explore dozens of locations across the icy world.”

Dragonfly

Dragonfly è lungo 3 metri e altrettanto largo ed è più simile a un lander volante piuttosto che ad un drone, almeno come lo sono sul nostro pianeta. Sarà dotato di 8 rotori che gli consentiranno di effettuare diversi sorvoli sopra la superficie di Titano, avendo coperto al termine dei 2,7 anni di missione un totale di 175 chilometri – quasi il doppio della distanza percorsa fino a oggi da tutti i rover marziani messi insieme.

La missione del Dragonfly sarà quello di esplorare diversi siti della superficie di Titano, dalle dune Shangri-La al cratere Selk, per studiare la composizione chimica dell’atmosfera, la superficie della luna, il suo oceano sotterraneo ed eventualmente trovare indizi di vita o almeno che lascino intuirne la possibilità che si sviluppi in futuro.

Titano e Saturno

Titano, oltre ad essere il luogo di nascita di Thanos, il personaggio della serie di Avengers, è la più grande luna di Saturno. Più grande del pianeta Mercurio, la sua orbita attorno a Saturno la colloca a circa 1,4 miliardi di chilometri dal Sole (cioè circa 10 volte più lontano della Terra), dandogli una temperatura di -179 °C. La sua atmosfera è composta in larga parte di azoto (come la nostra) e vi si trovano molecole organiche, carbonio e idrogeno oltre che il metano. Quest’ultimo si trova in forma liquida (sul nostro pianeta si presenta gassoso), in quanto su Titano la pressione superficiale è del 50% più alta di quella della Terra.

Ritorno su Titano

La luna è stata già parzialmente esplorata da altre missioni spaziali (Huygens e Cassini) che hanno restituito immagini e indizi di un mondo che tra quelli conosciuti pare il più simile a come doveva essere la nostra Terra prima della comparsa della vita.

Data questa similarità con il nostro pianeta, questo lascia pensare che, se al momento ancora non ospita una vita organica, in un prossimo futuro potrà esserci vita sul pianeta. Le speranze, tuttavia, sono quelle che semplici forme di microorganismi abbiano già iniziato a fiorire. Gli esperimento a bordo della sonda sono stati predisposti in modo di studiare il “brodo primordiale della vita“. Gli studiosi, infatti, credono che sulla luna di Saturno possano essere attualmente presenti le condizioni che la vita terrestre incontrò al suo primo apparire da molecole inorganiche

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.