Manifestazione delle donne coreane contro il fenomeno Molka
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Donne spiate nella loro intimità con il fenomeno Molka, arrivano le proteste

 

Si chiama Molka ed è un fenomeno già troppo diffuso nel paese asiatico. Si tratta di filmati amatoriali che vengono girati di nascosto nei luoghi pubblici, quali metropolitane, uffici, supermercati, camerini di negozi e, sempre più frequentemente, anche nei bagni. Micro telecamere nascoste nei luoghi più impensabili, per riprendere le donne, spiarle nella loro intimità. Succede in Corea del Sud, paese tecnologicamente all’avanguardia, così tanto che certe tecnologie possono addirittura diventare “armi”. Armi da usare, come sempre, contro le donne.

Donne coreane in luoghi pubblici

Video utilizzati per la pornografia

La finalità di questi video è di natura pornografica. Le vittime, incoscienti, vengono riprese e pubblicate in rete inconsapevolmente. I casi di denuncia stanno crescendo vertiginosamente, tanto che si parla di vera e propria epidemia. Le donne sono sempre più terrorizzate, si guardano intorno, cercano in giro qualcosa che possa avvertirle della presenza di una videocamera che le sta filmando. Un modo di vivere la quotidianità assolutamente impensabile.

 

La risposta del governo

In un clima di assoluta preoccupazione, il governo del paese ha adottato una legge che prevede una reclusione fino a 5 anni di carcere e una multa molto salata per chi filma o fotografa persone senza il loro consenso, in modi che possano provocare desiderio sessuale o essere causa di umiliazione. E non solo, a Seoul è stata creata una speciale squadra di polizia atta a controllare che non vi siano micro camere nascoste in bagni e luoghi pubblici. Ma la popolazione femminile non ha tardato a far sentire la sua voce. Il 9 giugno dello scorso anno, oltre 20 mila donne sono scese in piazza a protestare contro questa forma di violenza. Con il volto semicoperto e vestite di rosso, hanno sfilato per chiedere al governo leggi più severe contro la Molka e ogni forma di stalking. A dimostrazione della gravità del problema, è stata la più grande manifestazione femminista mai registrata nella storia del Sud Corea.