Il Museo di Capodimonte, a Napoli, compie oggi 63 anni (foto Focus Junior)
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Il Museo di Capodimonte, ubicato all’interno di una delle splendide Regge borboniche, al termine di un lavoro durato circa 5 anni, aprì ufficialmente le sue porte al pubblico il 5 maggio del 1957

Il Museo di Capodimonte di Napoli compie oggi 63 anni di vita. A curarne l’organizzazione, insieme ad un gruppo di esperti, fu l’allora Soprintendente alle Gallerie della Campania, Bruno Molajoli.

Museo di Capodimonte, vanto di Napoli nel mondo

Il Museo di Capodimonte rappresenta sicuramente un vanto per la città di Napoli nel mondo. L’istituzione, inaugurata il 5 maggio 1957, raccoglie infatti un immenso tesoro in termini di opere d’arte.

La struttura in cui è ospitato, ossia una delle Regge dell’età borbonica, venne costruita intorno alla metà del Settecento per volere del Re Carlo di Borbone.

Circondato da un ampio Bosco, il palazzo doveva accogliere i capolavori della Collezione Farnese. Carlo, infatti, era figlio di Elisabetta, ultima discendente della nota famiglia romana la cui sconfinata raccolta iniziò a formarsi con Papa Paolo III.

Nel corso della storia un intrico di vicende determinò più volte il trasloco di molte opere della Collezione Farnese da Capodimonte. In particolare, negli anni tra le due guerre mondiali, diversi suoi quadri risultano ancora presenti nell’ex Palazzo dei Regi Studi, attuale sede del Mann (Museo Archeologico di Napoli).

Il progetto di Bruno Molajoli

Nel 1950, l’allora Soprintendente alle Gallerie della Campania, Bruno Molajoli, pensò di istituire nella Reggia di Capodimonte un museo che potesse rendere onore alle originarie intenzioni dei Borbone. Un polo artistico di livello internazionale, il cui progetto si concretizzò grazie ai fondi provenienti dalla Cassa del Mezzogiorno.

In questa straordinaria avventura professionale Molajoli decise di circondarsi di personalità altamente qualificate. Tra queste, Ferdinando Bologna, che lo aiutò nell’ordinamento generale del Museo; Oreste Ferrari, curatore del medagliere; Raffaello Causa, preposto alla sezione sull’Ottocento, ed altri ancora.

Il lavoro, iniziato concretamente nel 1952, terminò il 5 maggio 1957, con una cerimonia presenziata dall’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi. Molajoli volle, poi, raccontare l’esperienza professionale svolta in un volume dal titolo “Notizie su Capodimonte”, che sarà visualizzabile da oggi sul sito web del Museo.

La Flagellazione di Caravaggio, una tra le più belle e più famose opere custodite al Museo di Capodimonte (fonte Scelgo News)

“Tre musei in uno”

Nel testo in questione, l’autore riassume l’essenza di questo nuovo polo culturale con una semplice espressione: “tre musei in uno”. Il Museo di Capodimonte, infatti, ancora oggi si sviluppa su tre livelli.

Al primo piano trova posto, come nucleo principale, la Galleria Farnese, affiancata da altri come la Collezione Borgia, l’Armeria farnesiana-borbonica e la sezione sulle porcellane.

Le stanze del secondo piano, invece, accolgono i dipinti della Galleria Napoletana, una raccolta di quadri provenienti da chiese della città. Collocata scenograficamente in fondo al lungo corridoio d’accesso, spicca qui senza dubbio la Flagellazione di Caravaggio da San Domenico Maggiore.

Al terzo piano, infine, si collocano la Galleria dell’Ottocento, la sezione di arte contemporanea e quella di arte fotografica. Le opere presenti in quest’ultimo livello sono di acquisizione più recente. Si va, infatti, dai primi decenni dell’Unità d’Italia alla seconda metà del Novecento, con l’inserimento di lavori di Kosuth, Warhol, Alfano e Pistoletto.

La rubrica “L’Italia chiamò”

Il Museo di Capodimonte, nel periodo di lockdown causato dall’emergenza Covid-19, ha mantenuto vivi, seppur virtualmente, i contatti con il suo pubblico. Ogni giorno, sulla sua pagina Facebook, viene pubblicata la rubrica “L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta…”. Uno spazio quotidiano proposto agli utenti, in cui alcuni studiosi illustrano particolari opere del museo.

Riapertura fissata per la Festa della Repubblica

Per concludere, una piacevolissima notizia. Il Direttore Sylvaine Bellenger, nei giorni scorsi, ha annunciato la riapertura del Museo di Capodimonte per il prossimo 2 giugno, Festa della Repubblica. Gli amanti della corsa e delle lunghe passeggiate, invece, già dal prossimo 18 maggio potranno accedere ai viali del circostante Bosco.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.