Nanotecnologie: le possibili applicazioni nell’edilizia del futuro
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Quali scenari si prospettano per l’applicazione delle nanotecnologie nel settore edilizio del prossimo futuro?

Il settore dell’edilizia si avvale ormai da decenni dell’aiuto degli ultimi ritrovati in fatto di nanotecnologia: le applicazioni di quest’ultima nel settore edile sono potenzialmente illimitate e in continua evoluzione, ragion per cui risulta interessante dare uno sguardo al futuro prossimo e capire in che modo le nanotecnologie in fase di sviluppo potranno essere a loro volta, è proprio il caso di dirlo, un pilastro di primaria importanza nell’edilizia dei prossimi anni.

Un po’ di storia della nanotecnologia

Il termine nanotecnologia fu coniato nel 1974 da Norio Taniguchi, docente della Tokyo University of Science, per definire un ramo della scienza applicata e della tecnologia incentrato sul controllo della materia su scala atomica e molecolare, più precisamente nanometrica (il nanometro equivale ad un millesimo di millimetro).

Da tempo le applicazioni della nanotecnologia sono molteplici: dalla medicina all’elettronica, per lo sviluppo di circuiti e sensori, ma anche nel campo dell’energia, per additivare i combustibili o per realizzare celle solari ad alto rendimento, solo per citare alcune delle tante applicazioni possibili.

Nanotecnologie ed edilizia: una solida collaborazione

In edilizia la nanotecnologia è impiegata in maniera piuttosto massiccia già da tempo: per materiali compositi strutturali più leggeri e resistenti, ma anche per quanto riguarda i materiali di rivestimento a bassa manutenzione o anche materiali cementizi più performanti. All’impiego dei nanomateriali si deve anche, ad esempio, la sensibile riduzione delle emissioni di CO2 dal calcestruzzo.

In commercio si trovano anche, ad esempio, prodotti che impiegano le nanotecnologie per trattare pareti e altre superfici, rendendole idrorepellenti e impermeabili. Insomma, le applicazioni della nanotecnologia nell’ingegneria civile ed edile sono molteplici già da anni a questa parte, ma il futuro presenta scenari se possibile ancora più interessanti.

Il futuro della nanotecnologia nell’edilizia

Abbiamo visto, dunque, in che modo sia stata applicata la nanotecnologia al settore edile negli ultimi decenni: ma cosa ci riserva il futuro? Le ricerche in atto sembrano presentare un bel po’ di nuovi scenari decisamente interessanti.

L’isolamento termico, ad esempio: il tessuto speciale brevettato da un team di ricerca del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Trento è dotato di uno straordinario potere isolante. Si tratta di un tessuto straordinariamente pieghevole che si presenta come feltro costituito da nanofibre di nitruro di silicio, utilizzabile non solo nell’edilizia ma anche nell’abbigliamento a basso costo.

Alla George Washington University, invece, stanno sviluppando un procedimento che, oltre a migliorare le prestazioni del materiale, riuscirà anche a ridurre ulteriormente le emissioni di CO2: ciò si otterrà aggiungendo nanotubi di carbonio, prodotti mediante un particolare procedimento di elettrolisi, a cemento e materiali simili.

L’UCLA – University of California Los Angeles ha invece messo a punto un processo che mira a rafforzare la struttura atomica del vetro tramite l’utilizzo di nanoparticelle. Il risultato? Un prodotto almeno cinque volte più resistente del comune vetro.

Insomma, le applicazioni della nanotecnologia nell’edilizia sono già tante, ma il futuro sembra essere quanto mai roseo per una collaborazione destinata a continuare a migliorare sensibilmente l’ingegneria edile.