Napoli
Arrestato l'uomo evaso da Poggioreale
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Catturato l’uomo evaso da Poggioreale, era nelle vicinanze della stazione

Ieri vi avevamo raccontato dell’evasione dal carcere di Poggioreale di Napoli di Robert Lisowski, un evento che non era mai accaduto negli ultimi cento anni nella prigione napoletana. La fuga, però, è durata solo poche ore, infatti, nella tarda serata di ieri, l’evaso è stato catturato.

Le modalità dell’arresto

Robert Lisowski, 32enne di nazionalità polacca, è stato sorpreso dai carabinieri, in via Camillo Porzio, vicino a Corso Garibaldi. Gli investigatori, immaginando che l’evaso non si sarebbe allontanato dalla città per evitare i posti di blocco, hanno condotto le ricerche vicino alla stazione sorprendendo l’omicida, arrestandolo immediatamente. Secondo le ultime ricostruzioni, l’uomo era da solo e non aveva complici.

Ricordiamo che l’uomo di origine polacca era da considerarsi potenzialmente pericoloso: un anno fa uccise a coltellate un uomo di nazionalità ucraina.

Napoli, continuano le polemiche per l’evasione

Nonostante l’arresto, continuano le polemiche sull’evasione, soprattutto per le modalità molto cinematografiche dell’avvenuto (è scappato legando una serie di lenzuoli). Sotto attacco sono sia il sistema di vigilanza sia le condizioni in cui versa il penitenziario di Poggioreale.

A tal proposito è intervenuto il cappellano del carcere, don Franco Esposito, che ha dichiarato: “Carceri come quello di Poggioreale non hanno certamente i requisiti per essere rieducativi e non servono certo al reinserimento della persona detenuta nel tessuto sociale”.

Durissimo, invece, l’attacco del segretario generale del sindacato di Polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo:

“Dopo l’evasione rocambolesca di un detenuto polacco dal carcere di Napoli Poggioreale, l’istituto andrebbe definitivamente abbattuto e il capo dell’Amministrazione Penitenziaria rimosso dall’incarico. L’episodio di oggi evidenzia ancora una volta il fallimento dell’amministrazione penitenziaria e del suo capo al quale non resta che dimettersi dopo quest’ulteriore episodio. Nessuno tocchi comandante e direttore ma il vero responsabile si prenda tutta la responsabilità e lasci l’incarico”.

Inoltre ha rincarato la dose dichiarando: “Uno stato che possa definirsi tale, non può e non deve accettare di non avere il controllo delle sue strutture, in questo caso delle carceri, permettendo ai mafiosi e ai camorristi di continuare a comandare e gestire le organizzazioni criminali dall’interno delle carceri che invece dovrebbero essere luoghi atti a garantire l’isolamento dalla società di pericolosi criminali.