Napoli vince sesta Coppa Italia
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Ai rigori vince, meritatamente, un Napoli che ha saputo giocare con più grinta della Juventus. Manifestazioni di gioia a Napoli nel dopo partita

Ieri sera un’intera città si è liberata di un grande peso. Contro il Coronavirus,  le difficoltà quotidiane e i tanti pensieri la Società Sportiva Calcio Napoli ha saputo regalare un sorriso e una gioia ai tanti che hanno assistito alla finale di Coppa Italia, Napoli-Juventus, che si è disputata allo Stadio Olimpico di Roma

Ha vinto chi ha creduto di più nella vittoria

Una partita che non si è risolta nei canonici 90 minuti, ma ai calci di rigore (i tempi supplementari non sono stati giocati perché le squadre non sono in forma causa stop forzato di tre mesi). 

Il Napoli ha saputo affrontare la partita con più grinta di una Juventus che, soprattutto nel secondo tempo, ha lasciato troppo spazio all’iniziativa dei partenopei

I cambi, cinque sostituzioni per squadra, sono stati fondamentali, in vista dei rigori che si facevano sempre più probabili mano a mano che il tempo passava. 

I calci di rigore

E’ stata la Juventus la prima ad aver iniziato la sequenza dei rigori: Dybala parato, Insigne gol, Danilo ha tirato alto, Politano gol, Bonucci gol, Maksimovic gol, Ramsey gol, Milik gol. 

Protagonista indiscusso di questa fase è stato Alex Meret, classe 1997, portiere friulano che ha parato il tiro di Dybala, un successo psicologico non da poco.  

Le parole di Gennaro Gattuso

Ai microfoni della Rai, Gennaro Ivan Gattuso (allenatore dei partenopei) ha dimostrato di essere non soltanto un grande giocatore ma anche un professionista serio e coscienzioso: “Nella vita non puoi accettare alcune cose, ma il calcio mi ha dato tanto e per questo l’ho sempre interpretato con grande passione. Mi sento di avere addosso grande responsabilità. So di non poter mollare e non l’ho mai fatto nella mia carriera. 

Siamo fortunati a fare il lavoro che facciamo – aggiunge l’allenatore alla Rai -. Voglio vedere la gente che mette passione: voglio senso di appartenenza e rispetto. Ho visto stasera una squadra che voleva vincere, l’abbiamo meritato. Ringrazio il presidente che mi ha dato la possibilità di allenare questa squadra“.

La festa liberatoria per la sesta Coppa Italia

I festeggiamenti, nel dopo partita non potevano mancare. Dopo il gol del polacco Arkadiusz Krystian Milik, Partenope è esplosa in un boato di gioia. Nonostante la distanza sociale, Piazza Dante, Piazza Vanvitelli, Piazza Trieste e Trento, la Sanità e i Quartieri Spagnoli sono stati popolati da auto, motorini e gente (spesso senza mascherine) che portava, con orgoglio, le bandiere del Napoli. 

Una sesta Coppa Italia meritata. Speriamo porti fortuna ad una Città che ne ha tanto bisogno. 

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.